Dui nuovo insieme lassù, questa volta per sempre. Certe volte il cuore batte all’unisono con un filo così sottile che, quando uno dei due si spezza, l’altro non reagisce al contraccolpo e sceglie di seguire la stessa via.
È una tragedia d’altri tempi, fatta di amore viscerale e di un dolore troppo grande da sostenere, quella che ha avvolto Lesmo e l’intera comunità pastorale in un abbraccio di lacrime e incredulità nelle ultime ore. Tutto si è consumato nel volgere di ventiquattro ore, trasformando il lutto in un dramma collettivo e straziante.
Nel pomeriggio di sabato, circondata dall’affetto delle sue figlie Antonella e Camilla e dell’amato Giuseppe, si è spenta l’89enne Rosanna Cogliati, da tempo provata dalla malattia. E domenica sera, a causa di un infarto, se n’è andato il figlio Giuseppe Ghezzi, conosciuto da tutti come Beppe.

Mamma Rosanna era molto conosciuta
Mamma Rosanna era figura storica e benvoluta in via Lambro: proprio lì, affacciata sulla strada a nord-ovest dell’abitato, sorge la storica cappella ottocentesca della Santa Vergine che custodisce all’interno di una pregiata statua della Madonna scolpita nel 1849 dall’artista Giovanni Antonio Labus e situata nei pressi del parco di Villa Somaglia, nota anche come Villa Gernetto.

Rosanna si prendeva cura di quel piccolo e caro edificio di culto con una dedizione silenziosa, provvedendo personalmente alla pulizia e al decoro dell’area verde circostante, proprio davanti alla sua abitazione. Da qualche anno, però Rosanna aveva passato il testimone proprio al figlio Giuseppe che si prendeva cura del manufatto.
Domenica la sua casa è diventata un crocevia di affetto: un via vai continuo di lesmesi accorsi per stringersi attorno alla famiglia, tanto che le esequie erano state inizialmente programmate già per il giorno successivo. In quelle ore di strazio silenzioso, Giuseppe aveva affidato ai Social l’eco del suo cuore spezzato, pubblicando una foto della madre con un messaggio che oggi, alla luce di quanto accaduto, risuona come un doloroso presagio: «Ciao mamma sarai sempre con me, ti voglio un mondo di bene».
Un cordone ombelicale mai reciso
Il 51enne, operaio e legato alla madre da un cordone ombelicale mai reciso, non è riuscito a sopravvivere al vuoto improvviso lasciato dalla sua scomparsa. Domenica sera, a ridosso dell’ora di cena, un infarto fulminante lo ha colpito nella sua abitazione. Inutili i soccorsi, vani i tentativi di trattenerlo: il suo cuore ha ceduto, incapace di battere in un mondo senza di lei. «Mamma già da parecchio non stava bene e quando è venuta a mancare è letteralmente crollato il mondo addosso a nostro fratello – raccontano le sorelle Antonella e Camilla, devastate da un dolore che non ammette parole –. Domenica mattina ci ha detto che non era molto in forma ma pensavamo fosse solo lo strascico della perdita e del lutto. Mai avremmo pensato che un infarto se lo portasse via per sempre. E sembava che se lo sentisse: ai suoi colleghi di lavoro diceva spesso che quando la mamma se ne sarebbe andata lui l’avrebbe accompagnata».
Di fronte a un simile destino, la famiglia e la comunità hanno scelto la via della pietà e della poesia: far slittare i funerali per celebrare un unico, grande abbraccio. Mercoledì mattina, alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, il parroco don Mauro Viganò officerà le esequie. Mamma e figlio varcheranno insieme la soglia della chiesa, l’uno accanto all’altra, per quell’ultimo viaggio che — in fondo — nessuno di loro avrebbe mai voluto compiere separatamente.
