Potrebbe subire uno stop, o quantomeno un allungamento dei tempi di installazione, l’impianto agrivoltaico previsto tra le vie Boscherona e Stradella, grande 72mila metri quadrati e per il 70 per cento in territorio di Monza (il resto è sotto Muggiò).
Ricorso al Tar contro il maxi impianto agrivoltaico
È stato presentato un ricorso al Tar da parte di alcuni residenti. Secondo indiscrezioni, verterebbe sui tempi di presentazione della pratica e/o sulle distanze da insediamenti industriali. In particolare, un’attività di rottamazione in territorio muggiorese sarebbe tra i 300 e i 500 metri dall’impianto, con il che l’impianto sarebbe ammissibile (o no) a seconda della data di presentazione delle pratiche, perché la normativa sarebbe mutata. L’iniziativa dell’impianto è della società Sarna Srl, con contropartite a favore del territorio. La potenza dell’impianto è di circa 5,7 megawatt, con pannelli sollevati da terra e fasce libere larghe 5 metri che permetterebbero le coltivazioni.
La posizione dell’assessore
«Si tratta di impianti – spiega l’assessore al Territorio Marco Lamperti – previsti da una legge introdotta dal governo Draghi, che li classifica di interesse nazionale. Su di essi né la Regione, né i Comuni hanno discrezionalità. Se il progetto rispetta le normative tecniche, va fatto. Non so cosa viene contestato dinanzi al Tar. So che i nostri uffici hanno dato via libera perché dal punto di vista tecnico il progetto era in regola». La Commissione paesaggio del Comune ha dato via libera a condizione che i pannelli siano circondati da siepi e fasce boscate e arretrati rispetto al ciglio stradale. Per bilanciare l’impatto di interventi del genere, i Comuni hanno diritto a una quota di compensazione, variabile dall’1 al 3 per cento del valore della produzione energetica dell’impianto. La Giunta Pilotto ha approvato questa estate di applicare il 3 per cento. Si tratta di un contributo che verrà versato ogni anno dalla società per tutta la vita utile dell’impianto, stimata in circa trent’anni. Tra gli impegni della società c’è inoltre la cessione gratuita al Comune di una porzione di via della Boscherona, così da garantire la piena fruizione pubblica della strada e migliorare la viabilità della zona.
Le preoccupazioni
La situazione è sotto analisi da parte della Consulta San Fruttuoso, attraverso un suo tavolo tecnico interno, e di comitati locali, che sottolineano come quell’area sia tra le ultime agricole rimaste, oltre a quelle a Sant’Albino e alla Cascinazza, visto che il Casignolo sarà occupato dal deposito della M5. L’area, sottolineano i comitati, finora è stata caratterizzata anche da un divieto di caccia che ha favorito la presenza di fauna selvatica come lepri, volpi, falchi e aironi. Le preoccupazioni riguardano anche il possibile impatto paesaggistico e la trasformazione di un contesto agricolo percepito come naturale in un’area destinata alla produzione energetica.