Il caso

L’antico gelso verso l’abbattimento: «Passate tutti per l’ultimo saluto»

L’appello dell’architetto Domenico Mariani, che si sta battendo per salvare la pianta nel cortile del suo condominio

L’antico gelso verso l’abbattimento: «Passate tutti per l’ultimo saluto»

C’è un gelso che da due secoli fa parte del paesaggio di Lissone. È cresciuto dentro una corte privata di via Garibaldi al civico 31, a ridosso della recinzione che affaccia sulla pubblica via, è sopravvissuto a due guerre mondiali, ha visto cambiare il quartiere, generazioni di famiglie e il volto della città. Ora, però, sembra essere arrivato il momento dell’ultimo capitolo. L’antico murùn è destinato all’abbattimento perché, secondo la valutazione affidata dai proprietari a un agronomo lo scorso autunno, presenterebbe condizioni tali da renderlo sostanzialmente insicuro, a rischio di caduta, in assenza di una idonea messa in sicurezza.

Le “liti” nel condominio

Una decisione che, in un condominio, ha acceso il confronto tra chi considera ormai inevitabile suonare il De profundis e chi, invece, non vuole arrendersi all’idea di perdere un pezzo di storia cittadina. Del resto, come raccontano con ironia i Legnanesi nei loro celebri sketch, andare d’accordo tra vicini di casa non è sempre semplice. E anche questa volta le posizioni sono rimaste distanti.

Da una parte c’è chi è determinato ad arrivare fino in fondo, procedendo con l’abbattimento dopo aver ottenuto il nulla osta degli uffici comunali, dopo che in un primo memento si erano espressi chiedendo il mantenimento dell’esemplare previa puntellazione (eseguita). Dall’altra c’è l’architetto Domenico Mariani, consigliere delegato alla tutela del verde nel Comune di Arosio, che continua a battersi affinché il gelso possa restare lì dov’è. Al suo fianco si è schierato anche il Listone che quest’estate aveva dedicato alla vicenda un appassionato articolo sul suo blog.

L’addio senza… eredi

Mariani – studio nella palazzina di via Garibaldi – aveva persino avanzato una proposta: adottare l’albero, assumendosi personalmente spese e responsabilità nel caso in cui la sua presenza avesse provocato incidenti. Un tentativo estremo per salvare il gelso, «andato purtroppo a vuoto», ha raccontato al nostro settimanale l’architetto che incontrerà gli altri condomini nelle prossime settimane per la decisione finale. Anche se, per quanto riguarda l’abbattimento, la strada appare ormai imboccata. Con la somma dovuta per la monetizzazione dei costi di compensazione del taglio (727 euro) già versata nelle casse comunali.

C’è inoltre un particolare che rende la vicenda ancora più amara per il professionista: una volta eliminato il vecchio albero, «non sarà possibile nemmeno piantarne uno nuovo nello stesso spazio, come comunicato dall’ufficio Ambiente». Il Regolamento comunale del verde, infatti, vieta la sostituzione in queste condizioni (precipuamente per problemi di distanze dalla recinzione). Mariani, comunque, è capa tosta e non ha intenzione di mollare. Continuerà a cercare «una soluzione fino all’ultimo – ci ha detto – Ho pensato anche di espiantarlo e spostarlo in un terreno isolato».

L’ultimo saluto

Ma se alla fine il gelso dovrà davvero lasciare il cortile di via Garibaldi, allora, sostiene, sarebbe giusto che tutti i lissonesi lo venissero a sapere. Non per trasformare un albero in una battaglia di principio, ma per riconoscergli almeno il meritato commiato. Un ultimo saluto prima della dipartita… senza eredi. Se non quelli nei vasi che l’architetto ha posizionato sui balconi del suo bed & breakfast chiamato, manco a dirlo, «I Gelsi».