L'intervento

Proteste al King di Muggiò, la replica della dirigente: «Contro di me una spietata gogna mediatica»

Dopo lo sciopero di venerdì è arrivata la replica della preside Caterina Mirasolo, che ha risposto punto per punto alle rimostranze sollevate degli alunni

Proteste al King di Muggiò, la replica della dirigente: «Contro di me una spietata gogna mediatica»

Dopo la protesta andata in scena venerdì 18 settembre all’I.I.S. “Martin Luther King” di Muggiò, dove circa 500 studenti hanno scioperato rimanendo fuori dai cancelli esprimendo il loro dissenso nei confronti della direzione dell’Istituto, è arrivata ora la replica della dirigente scolastica Caterina Mirasolo.

La dirigente, tramite una nota, ha respinto punto per punto le accuse mosse dagli studenti e ha voluto ricostruire la vicenda spiegando il suo punto di vista su quanto accaduto.

«Una protesta non pacifica»

Nella prima parte della nota, la dirigente ha denunciato il clima che si è creato attorno alla sua figura durante la manifestazione:

«Si denuncia in questa sede, con profonda amarezza e forte preoccupazione, la violenta campagna denigratoria scatenata contro la persona del Dirigente Scolastico, lasciata sola a subire un’ingiusta e spietata gogna mediatica a sola tutela del buon nome dell’I.I.S. “Martin Luther King” di Muggiò. La protesta degli studenti non può in alcun modo essere definita “pacifica” quando la Dirigente si è trovata bersaglio diretto di cori d’ingiuria (“Vergogna!!! Vergogna!!!”) e intimidazioni aggressive (“Preside scendi se hai coraggio!!!”), venendo ingiustamente colpevolizzata e fatta oggetto di un’aggressione verbale del tutto incompatibile con il rispetto umano e civile».

La preside ha successivamente contestato anche l’accusa di scarso dialogo con la comunità scolastica, ribaltando la narrazione diffusa in questi giorni sui numeri reali degli avvicendamenti nel corpo docente:

«La Dirigenza rigetta con forza l’ingiusta accusa di “incomunicabilità”: pur avendo sempre tenuto le porte aperte all’ascolto e operato nella massima trasparenza, si trova oggi dipinta come controparte ostile. La narrazione diffusa sui media e sui social non rappresenta un libero dissenso, ma una spietata “macchina del fango” ad arte orchestrata, basata su dati del tutto falsati, l’inverosimile stravolgimento di 7-8 docenti per classe, a fronte di soli 4 avvicendamenti su un organico di ben 122 docenti, al solo scopo di creare un fittizio allarme sociale e fabbricare a tavolino una pretestuosa ipotesi di incompatibilità ambientale per spingere al suo ingiusto allontanamento».

«Applicata la legge nell’interesse degli studenti»

Sul fronte normativo, la dirigente ha rivendicato poi la correttezza del proprio operato, spiegando che quanto da lei fatto sia stato solo nell’esclusivo interesse degli studenti:

«La Dirigente si trova a pagare il prezzo di aver applicato con rigore la legge (artt. 5 e 25 D.Lgs. 165/2001) nell’esclusivo interesse degli studenti, diventando il capro espiatorio di chi rifiuta il cambiamento e usa la scuola per difendere antichi privilegi e indegni “feudi di cattedra”. È doloroso constatare come gli stessi alunni e le famiglie siano stati manovrati e usati come scudo umano contro una gestione legittima orientata al rigoroso rispetto della legge».

Anche sul tema dell’offerta formativa la preside ha respinto le accuse ricevute, ribaltandole su chi, a suo dire, minaccerebbe di bloccare le attività didattiche:

«Colpita ingiustamente anche sull’offerta formativa, la Dirigenza chiarisce di non aver mai bloccato i progetti, trovandosi invece sabotata dalle scelte ritorsive di chi minaccia di sospendere uscite didattiche e viaggi di istruzione come strumento di pressione».

L’appello alla politica

Nella parte conclusiva della nota, la dirigente si è rivolta infine direttamente alle forze politiche, chiedendo di non strumentalizzare la vicenda e di intervenire piuttosto sulle criticità strutturali dell’istituto, per poi ribadire il proprio dovere di tutelare l’immagine della scuola:

«Spiace anche constatare come la dinamica scolastica interna venga strumentalizzata per visibilità o cassa di risonanza politica, specie in contesti di campagna elettorale. Si invitano pertanto le forze politiche a rispettare l’autonomia della scuola e il lavoro quotidiano della comunità scolastica, evitando di trasformare i processi organizzativi interni in un terreno di propaganda o in passerelle elettorali. Garantiscano invece risorse economiche, edilizia scolastica e nuove aule per evitare che in futuro altre famiglie e studenti debbano vedere respinta la propria domanda di iscrizione presso il nostro Istituto. Questa Dirigenza si è vista infatti costretta, con enorme rammarico, a respingere ben 74 famiglie all’atto delle iscrizioni. In qualità di Dirigente Scolastico e legale rappresentante dell’Istituto “Martin Luther King” di Muggiò, ricade sulla scrivente il preciso dovere giuridico e deontologico di tutelare il buon nome, l’immagine pubblica e l’onorabilità dell’Istituzione scolastica nei confronti di terzi e a mezzo stampa. L’utilizzo di ricostruzioni distorte, la diffusione di informazioni non veritiere e la promozione di campagne denigratorie a mezzo media o social network non colpiscono solo la figura del Dirigente Scolastico, ma arrecano un grave danno reputazionale all’intero Istituto, deprezzando il valore dei titoli di studio conseguiti dagli studenti, e ledendo il lavoro svolto quotidianamente dall’intera comunità scolastica».