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King, i docenti replicano alla preside: “Il dissenso non è una gogna”

Dopo la nota della dirigente Caterina Mirasolo, il personale risponde punto per punto: "Non l’abbiamo mai lasciata sola. Per mesi abbiamo difeso la scuola"

King, i docenti replicano alla preside: “Il dissenso non è una gogna”

Venerdì scorso lo sciopero degli studenti dell’Istituto King di Muggiò contro la dirigente scolastica Caterina Mirasolo; quattro giorni dopo, martedì, la risposta della preside. Oggi, giovedì è arrivata la replica dei docenti della scuola superiore, tirati in ballo dalla Mirasolo.

“Non siamo contro l’Istituto – scrivono – Siamo parte integrante dell’Istituto, insieme agli studenti, alle famiglie e alla dirigente stessa. E proprio perché ne facciamo parte non intendiamo assistere in silenzio a un progressivo deterioramento delle relazioni professionali, con un rischio di ricaduta sulla qualità didattica-organizzativa”.

“La nota della dirigente scolastica dell’IIS “Martin Luther King” di Muggiò, Caterina Mirasolo, ripresa dalla stampa, rivolge ai docenti e al personale accuse gravi e arbitrarie – si apre la nota sottoscritta dai docenti – Poiché il confronto è stato portato dalla Dirigente stessa su un piano pubblico, riteniamo necessaria una ricostruzione fondata su fatti, documenti e responsabilità verificabili. Non cerchiamo una contrapposizione personale né contestiamo le prerogative dirigenziali: chiediamo che sia ascoltato anche chi ha vissuto questi mesi dall’interno”.

“Non abbiamo lasciato sola la Dirigente”

“Non abbiamo lasciato sola la Dirigente – mettono in chiaro – l’abbiamo sostenuta e abbiamo garantito la vita ordinaria della scuola. Dal suo insediamento, nel settembre 2025, il personale docente e non docente ha lavorato con responsabilità e lealtà istituzionale, sostenendo la nuova Dirigenza senza alcun pregiudizio e scegliendo di non dare credito alle notizie provenienti dalle scuole mantovane in cui aveva lavorato in precedenza, che avrebbero potuto creare pregiudizio nei suoi confronti”.

“Non abbiamo portato all’esterno le difficoltà né trasferito le tensioni a studenti e famiglie: abbiamo tutelato l’immagine dell’Istituto, dato continuità ai progetti, sostituito la Dirigente in riunioni online e in presenza e sostenuto l’organizzazione della scuola. Lo scorso anno la DS ha preso parte ad almeno 7 viaggi di istruzione e/o missioni istituzionali (Uruguay, Strasburgo, Roma, Aix-en-Provence, Venezia, Malta), per oltre 35 giorni fuori sede. Se l’avessimo lasciata sola, come sarebbe andata avanti la scuola di via Allende?”

Da marzo un progressivo deterioramento dei rapporti

“Dalla primavera 2026 – riferiscono – i rapporti si sono deteriorati: ordini di servizio, procedimenti disciplinari, modifiche organizzative, slittamento del Piano delle attività, incarichi rimossi o rimodulati, episodi di comunicazione verbale molto conflittuale, che hanno coinvolto docenti, personale ATA e DSGA. Perfino lo staff ha faticato a ottenere incontri con la Dirigente. Non chiediamo di essere creduti sulla parola, ma che i fatti siano verificati: per questo già a maggio ci siamo rivolti agli Uffici scolastici competenti”.

La protesta non è una gogna

La dirigente scolastica del “King”, nella sua nota diffusa a seguito dello sciopero, parla di «spietata gogna mediatica» e di protesta non pacifica.

“Non abbiamo partecipato alla manifestazione, gestita autonomamente da studenti e famiglie, e condanniamo qualunque comportamento offensivo o intimidatorio, verso chiunque – proseguono i docenti – Ma il dissenso degli studenti, le preoccupazioni delle famiglie e le criticità del personale, finora rimaste interne, non sono una campagna denigratoria. Gli studenti hanno manifestato il loro disagio, noi docenti abbiamo tenuto un’Assemblea sindacale: fatti che meritano un ascolto più volte chiesto, anche dalla RSU, senza riscontro. La libertà di critica non è un’aggressione personale”.

Quattro avvicendamenti tra i docenti?

Il problema non è soltanto il numero. Secondo la Dirigente gli avvicendamenti denunciati dagli studenti in sciopera riguardano solo quattro docenti su circa 120.

“È vero che i docenti spostati “de imperio” sono “soltanto” cinque o sei, non i “7/8 per classe” citati dagli studenti durante la manifestazione: prova, contrariamente a quanto sostiene la dirigente scolastica, che nessun docente ha “manovrato” studenti e famiglie. Il punto, però, sono i percorsi toccati, le professionalità sostituite e gli effetti sulla continuità didattica, soprattutto in percorsi nuovi e con specifiche progettualità come il Liceo del Made in Italy e l’AFM-RIM quadriennale”.

“Un docente assegnato d’ufficio a un percorso sperimentale ha dichiarato di non aver potuto prepararsi, perché avvisato sette giorni prima dell’inizio delle lezioni. Chiediamo di verificare con quali criteri siano state esercitate le prerogative dirigenziali e se si sia tenuto conto di esperienza, formazione, competenze e continuità”.

Non esistono “feudi di cattedra”

“Parlare di privilegi e feudi di cattedra – il riferimento è ancora alla nota della preside – è grave e lesivo della dignità dell’intero Collegio dei docenti. I percorsi innovativi e le progettualità dell’Istituto nascono da anni di lavoro, formazione, progettazione e relazioni con enti esterni. Chiedere continuità è una questione organizzativa, non personale: sostituire un docente esperto può essere legittimo, ma serve un passaggio di consegne che garantisca continuità e qualità. È ciò che chiediamo agli Uffici competenti di verificare”.

I progetti e i viaggi non sono stati “sabotati” dai docenti

Nessun docente, garantiscono, “ha interesse a interrompere progetti, mobilità, scambi e viaggi in cui ha investito per anni. Se oggi molti esitano ad assumere incarichi, è per un clima organizzativo e relazionale percepito come difficile: lo scorso anno chi si è assunto responsabilità ulteriori ha talvolta ricevuto richiami, contestazioni o provvedimenti disciplinari, e chi ha espresso dissenso ha percepito un cambiamento di atteggiamento della Dirigente. Non affermiamo che ogni decisione sia una ritorsione: chiediamo di verificare se esista un nesso tra dissenso e conseguenze successive. Il problema non è la volontà di sottrarsi al lavoro, ma il clima in cui le richieste vengono formulate. Inoltre, la Dirigente non ha ancora firmato la contrattazione integrativa che remunera i progetti dello scorso anno, nonostante le richieste sindacali: andava chiusa entro il 30 novembre ed è in ritardo di circa dieci mesi”.

“Si ascoltino tutte le voci”

Nessuno nega le prerogative organizzative della dirigente né la sua intenzione di agire nell’interesse degli studenti. Ma, scrivono i prof del “King”, “il loro esercizio deve essere verificabile: correttezza delle procedure, rispetto delle competenze degli altri organi, trasparenza, effetti sul servizio. Non chiediamo di stabilire in anticipo chi abbia ragione, ma che si esaminino atti e processi decisionali, si ascoltino tutte le componenti e che eventuali responsabilità siano valutate dagli organismi competenti”.

“I docenti che oggi esprimono preoccupazione sono gli stessi che hanno costruito e portato avanti progetti, Erasmus, mobilità, percorsi sperimentali, attività di orientamento, PCTO/FSL, inclusione, Commissioni e iniziative rivolte agli studenti. Sono gli stessi che, nei mesi successivi all’insediamento della nuova Dirigenza, hanno scelto di collaborare e di non trasferire all’esterno le difficoltà interne. Non siamo contro l’Istituto. Siamo parte integrante dell’Istituto, insieme agli studenti, alle famiglie e alla dirigente stessa. E proprio perché ne facciamo parte non intendiamo assistere in silenzio a un progressivo deterioramento delle relazioni professionali, con un rischio di ricaduta sulla qualità didattica-organizzativa”.