La decisione

Pedemontana, buco finanziario e cantieri a rilento: il Consiglio Provinciale si compatta e vota la mozione

Il Consiglio Provinciale di Monza e Brianza approva all'unanimità la mozione di Brianza Rete Comune: convocato un tavolo istituzionale con i sindaci del territorio

Pedemontana, buco finanziario e cantieri a rilento: il Consiglio Provinciale si compatta e vota la mozione

Il Consiglio Provinciale di Monza e della Brianza ha approvato all’unanimità, dunque anche con i voti del centrodestra,  la mozione presentata dal gruppo Brianza Rete Comune per fare chiarezza sulle crescenti difficoltà economico-finanziarie che pesano su Autostrada Pedemontana Lombarda. Il provvedimento punta a fare luce su una situazione ormai certificata dai documenti finanziari, caratterizzata da extra-costi diffusi e dai pesanti oneri derivanti dai ritardi e dal prolungamento dei cantieri.

Le ragioni dell’iniziativa politica

Nel corso della seduta, il primo firmatario Francesco Facciuto ha illustrato le ragioni dell’iniziativa politica, definendo il quadro attuale come uno scenario critico segnato da una voragine finanziaria in continuo ampliamento e da perdite strutturali che sono già state rilevate dalla Corte dei Conti. A ciò si aggiunge il forte scostamento sulle tempistiche: i lavori per le tratte B2 e C, avviati nel dicembre del 2024 con la promessa di concludersi entro mille giorni, vedono oggi la scadenza slittare al marzo del 2029. Facciuto ha inoltre richiamato l’attenzione sulle incertezze giuridiche legate alla progettazione e alle varianti in corso, oltre che su un piano tariffario ampiamente ritenuto insostenibile per i cittadini. I dubbi sulla solidità finanziaria dell’opera sono emersi con forza nel settembre 2026, quando le notizie di stampa relative a un’ipotetica richiesta da parte di Webuild al Governo per la copertura di 22 miliardi di euro di extra-costi sulle grandi opere hanno innescato forti scossoni sui mercati finanziari, provocando un sensibile deprezzamento del titolo in borsa.

I ritardi nei cantieri

Nonostante i successivi chiarimenti dell’azienda, che ha specificato come la somma indicata si riferisse in realtà al valore totale delle riserve e varianti iscritte nei bilanci, resta elevata la preoccupazione che eventuali tensioni di cassa del costruttore possano tradursi in ripercussioni operative sui cantieri del territorio brianzolo. La situazione appare ulteriormente complicata da quanto riportato nella Relazione Finanziaria semestrale 2026 di Webuild, in cui si fa riferimento a un accordo siglato a febbraio con Autostrada Pedemontana Lombarda che ha previsto la ridefinizione del cronoprogramma, l’aumento dell’importo contrattuale e il riconoscimento dei maggiori oneri dovuti all’allungamento dei tempi. Di fronte a queste problematiche, la mozione votata dall’aula impegna formalmente il Presidente della Provincia a interpellare Regione Lombardia, chiedendo riscontri certi da parte della stessa Regione, di Autostrada Pedemontana Lombarda e di Concessioni Autostradali Lombarde. Tra le richieste figurano la verifica dell’impatto dei problemi di liquidità sulla regolarità dei lavori, la massima trasparenza sulle coperture usate per assorbire i rincari dei materiali e l’invio di un quadro analitico e aggiornato sull’effettivo avanzamento delle opere.

Le richieste della Provincia

La Provincia ha richiesto di conoscere nel dettaglio le cause dei ritardi, le varianti approvate o in fase di studio, gli aumenti dei costi per ciascun lotto e la data finale di ultimazione previsti. Tutte le informazioni raccolte dalla Regione confluiranno all’interno di un tavolo istituzionale appositamente convocato, esteso ai consiglieri provinciali e ai Sindaci dei Comuni attraversati dal tracciato autostradale, con l’intento di garantire il coordinamento e la trasparenza verso il territorio. Questo percorso richiama le azioni già intraprese negli anni scorsi contro la variante D-Breve nel Vimercatese, quando le analisi svolte all’interno della Provincia costituirono la base per il contenzioso dinanzi al TAR avviato dai Comuni. L’approvazione unanime dell’atto rappresenta dunque una prova di compattezza della politica locale, chiamata ora a dare continuità al percorso intrapreso per fare piena luce sulle contraddizioni dell’infrastruttura.