Per oltre 70 anni si è occupata degli ultimi seguendo i principi delle Figlie della Carità di San Vincenzo: grande cordoglio per l’addio a suor Angela Pozzoli, 93 anni, di Giussano.
Vicina agli ultimi da oltre 70 anni
Si è spenta all’età di 93 anni suor Angela Pozzoli, un esempio di carità cristiana e altruismo. Per oltre 70 anni, suor Angela ha servito i poveri, chi aveva fame, le donne vittime di tratta e violenza, le madri e i bambini maltrattati, resterando nei cuori e nella storia di tanti.
La religiosa giussanese, entrata nell’ordine delle Figlie della Carità di San Vincenzo a 20 anni, fino alla fine non ha smesso di dare indicazioni ai suoi collaboratori e volontari per aiutare tutti coloro che hanno bisogno. Instancabile, risoluta e determinata piena di energia, nonostante la malattia l’abbia colpita più volte nel corso della sua vita, non si è mai fermata e a 91 anni ha voluto scrivere anche una sua autobiografia dal titolo «Vivere e aiutare a vivere» rifacendosi al pensiero di san Vincenzo.
Per quasi 60 anni ha vissuto a Torino
Una istituzione a Torino, dove ha vissuto dal 1968 fino alla fine dei suoi giorni, nel centro vincenziano di via Nizza. Nella città piemontese suor Angela, al secolo Maria Giuseppina, per tutti Mariuccia, aveva fondato con un protocollo Regione-Comune, il Coordinamento mamme-bambini, per aiutare madri sole con figli, vittime di tratta e di violenza, e aveva aperto sei anni fa il call center al quale mamme sole con figli potevano, e possono ancora, chiedere aiuto. A Torino ha aperto anche la prima casa di accoglienza per donne vittime di tratta della prostituzione, villa Fede. Un impegno questo che ha vissuto anche in prima persona, andando per strada a parlare con i «protettori» e sfruttatori delle ragazze. Ma ha anche creato dormitori per i poveri, organizzato mense per i senzatetto- è stata la fondatrice nel 1986 della Mensa dei poveri che offre centinaia di pasti ogni domenica, attiva ancora oggi – avviato scuole dell’infanzia e formato molti volontari.
Il ricordo della nipote: ha portato a Torino tutta la sua laboriosità branzola
«E’ stata una donna da prima linea, con un grande attaccamento al carisma vincenziano, severa ma sorridente – ha raccontato la nipote – una donna decisa, che non è mai scesa compromessi, a volte anche scomoda, ma piena di amore verso i poveri e gli ultimi, sempre accogliente e benevola. Una donna del fare, che ha fatto sua – sin dal suo arrivo a Torino – la laboriosità brianzola. E’ sempre rimasta molto legata alla sua città natale, tanto anche da coinvolgere molti artigiani giussanesi nelle sue varie attività e progetti. Ogni volta che aveva bisogno di mobili o manodopera chiedeva aiuto alla ditta Tarcisio Elli e aveva addirittura creato il gruppo artigiani San Giuseppe, tutti volontari giussanesi, che l’aiutavano ad arredare e sistemare locali per donne, dormitori o tavoli per la mensa».
Il suo testamento spirituale
«Chiudo la vita con grande gratitudine per i volontari che mi hanno seguito per anni, sopportando strigliate e rispondendo agli appelli frequenti ed esigenti. Chiedo a ciascuno di esercitare la calma che favorisce le relazioni, il sorriso che genera la gioia dell’incontro, la benevolenza che diventa amicizia, la serietà che alimenta la fiducia, la decisione che infonde coraggio, la costanza che dà continuità al rapporto», ha lasciato scritto.
Suor Angela ha anche voluto tornare nella sua città per essere sepolta nella tomba di famiglia. Dopo i funerali il 29 settembre a Torino, la salma è stata trasferita alla basilica di Giussano per una seconda celebrazione e il saluto dei suoi concittadini.