É stato avvolto dal caos il cantiere per la realizzazione della Metrotranvia Milano Parco Nord-Seregno sul territorio di Paderno Dugnano. A denunciarlo sono state direttamente le sigle sindacali FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil Monza Brianza e Milano, spiegando che CMC Ravenna avrebbe tagliato la corrente elettrica in cantiere per il mancato pagamento dei fornitori.
La denuncia di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil Monza Brianza e Milano
“La commessa della Metrotranvia Milano Parco Nord–Seregno ha ormai superato ogni limite di decenza – si legge nella nota congiunta diramata dai sindacati – Il gravissimo collasso gestionale di CMC Ravenna Spa è sfociato nel caos totale: il 13 ottobre la fornitura di energia elettrica al campo base di Paderno Dugnano è stata tagliata per il mancato pagamento dei fornitori. Il sito è stato chiuso e le maestranze, la maggior parte delle quali trasfertisti che vivono lontano da casa, sono state letteralmente abbandonate e messe di fronte a un’alternativa assurda: tornare immediatamente alle proprie abitazioni oppure cercare una sistemazione in albergo, sostenendo e anticipando ancora una volta le spese di tasca propria”.
Le sigle sindacali hanno poi rimarcato i forti ritardi del cantiere, spiegando che per fine 2025 l’opera sarebbe dovuta essere completa al 90%.
“Una situazione surreale che si trascina da mesi in un cantiere fantasma. Secondo la relazione annuale di MM S.p.A., al 31 dicembre 2025 l’avanzamento dei lavori era bloccato a un misero 7,7%, a fronte del 90% previsto dal cronoprogramma. Da allora l’opera è ferma; i lavoratori sono costretti a rimanere a disposizione senza poter svolgere il proprio mestiere, affrontando condizioni igienico-sanitarie degradanti per la totale assenza di pulizia degli alloggi e dei servizi essenziali. Alcuni lavoratori sono stati inoltre costretti a lasciare gli appartamenti loro assegnati a causa dei mancati pagamenti degli affitti, che hanno esposto gli alloggi a procedure di sfratto. Persistono, inoltre, i ritardi nel pagamento delle retribuzioni, dei rimborsi e dei versamenti alla Cassa Edile”.
Sindacati: «Risposte immediate e garanzie scritte»
Infine i sindacati hanno chiesto all’unisono chiarezza sulla situazione del cantiere
“Siamo di fronte – dichiarano all’unisono FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Milano e Monza Brianza – a una condotta aziendale inaccettabile e intollerabile. CMC scarica l’incapacità e l’inefficienza della propria gestione sulle spalle di chi lavora: il mancato pagamento del fornitore ha portato al distacco della corrente nel campo base e ora si pretende che siano gli operai ad anticipare di tasca propria le spese dell’emergenza. La regolarità delle retribuzioni non può diventare un alibi: la dignità del lavoro significa potersi realizzare nella propria professionalità, conoscere il proprio futuro e non essere trattati come persone da parcheggiare e richiamare a piacimento. Ad oggi la dirigenza di CMC è del tutto irreperibile, sorda agli allarmi e sdegnosamente muta di fronte alle nostre reiterate richieste di confronto. Esigiamo risposte immediate e garanzie scritte sulla ripartenza dei cantieri, sul ripristino dell’agibilità dei campi base, sui saldi stipendiali e sul rimborso immediato delle spese sostenute dai lavoratori. Chiediamo alla stazione appaltante e a tutte le istituzioni di intervenire subito per fermare questa deriva. Proclamiamo lo stato di agitazione e siamo pronti a mettere in campo ogni forma di protesta a tutela della salute, dei diritti e della dignità dei lavoratori”.