Carabinieri Forestali di Carate

Scoperta un’officina abusiva

L'attività si pubblicizzava come gommista, in realtà effettuava riparazioni sulle auto dei clienti. Al titolare sanzioni amministrative di oltre 10mila euro, sequestrate le attrezzature

Scoperta un’officina abusiva
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Sulla carta si pubblicizzava come gommista, dedito alla vendita e al cambio dei pneumatici, in realtà era un’officina abusiva con attività di autoriparazione e interventi meccanici sulle auto che gli venivano consegnate. È quanto hanno accertato i Carabinieri Forestali di Carate Brianza, a seguito di un sopralluogo eseguito presso i locali di una società di Seregno. La ditta è stata multata con una sanzione amministrativa superiore ai 5mila euro per non aver ottemperato agli obblighi previsti dalla normativa quando si esercita un’attività di autoriparazione.

Scoperta un’officina abusiva

Il responsabile, infatti, avrebbe dovuto comunicare l’inizio dell’attività sia al Suap del Comune per fornire le specifiche tecniche dei locali, che alla Camera di Commercio di Monza e della Brianza ai fini dell’iscrizione nel Registro delle imprese. La normativa prevede che, al fine di interrompere l’esercizio abusivo dell’attività, venga eseguito il sequestro amministrativo della strumentazione utilizzata. Nel corso della verifica, i Carabinieri Forestali hanno dunque apposto i sigilli a tre ponti sollevatori e ad attrezzi vari, quali chiavi inglesi, cacciaviti, avvitatori e strumentazione di diagnostica. Rinvenuto anche dell’olio motore a ulteriore prova dell’esercizio abusivo dell’attività.

Sanzioni per le violazioni amministrative

Nel corso del controllo, sono state infine riscontrate violazioni alla normativa ambientale sulla gestione dei rifiuti in quanto era totalmente assente il Registro di carico e scarico dei rifiuti, tra l’altro rifiuti pericolosi quali oli esausti, filtri dell’olio, batterie e pastiglie dei freni esauste, nonché la mancata iscrizione al Rentri (il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti) obbligatoria per la società. Il contravventore, anche in questo caso, è stato sanzionato con le previste sanzioni amministrative per una cifra complessiva superiore ai 5mila euro.