Le reazioni

Maltrattamenti all’asilo nido, scossa Monza: le parole del sindaco e la richiesta di «telecamere obbligatorie»

Dopo l'arresto della direttrice 55enne, Pilotto esprime solidarietà ai genitori. Piffer: «Già nei mesi scorsi alcuni si erano rivolti a me con dubbi e preoccupazioni»

Maltrattamenti all’asilo nido, scossa Monza: le parole del sindaco e la richiesta di «telecamere obbligatorie»
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L’arresto della direttrice dell’asilo nido, accusata di maltrattamenti aggravati nei confronti dei piccoli ospiti, ha scosso Monza. Una vicenda che, oltre all’indagine giudiziaria, ha aperto un confronto sulla sicurezza delle strutture che accolgono i bambini e sulla possibilità di introdurre sistemi di videosorveglianza. A intervenire sono stati il sindaco Paolo Pilotto e alcuni esponenti della politica cittadina, che hanno espresso vicinanza alle famiglie e rilanciato la richiesta di rendere obbligatorie le telecamere.

Il primo cittadino ha voluto innanzitutto manifestare la propria solidarietà ai genitori, alle prese con ore di comprensibile angoscia dopo quanto emerso dall’inchiesta dei carabinieri. «In attesa dell’esito delle indagini in corso da parte dell’autorità giudiziaria, esprimo vicinanza alle famiglie dei bambini, che stanno vivendo ore di grande preoccupazione e angoscia», ha dichiarato Pilotto.

Il sindaco, che nella sua carriera professionale è stato docente, ha poi richiamato l’importanza del rapporto tra adulti e giovani generazioni, sottolineando la responsabilità educativa della comunità: «Ora più che mai, ribadisco che il compito della comunità adulta è quello di essere a fianco dei bambini e dei giovani, in famiglia, a scuola, in università, nei luoghi di lavoro e in quelli dello svago, dello sport e della cultura».

 

 

Piffer: «Già alcuni genitori si erano rivolti a me»

Tra gli interventi politici c’è quello del consigliere comunale Paolo Piffer, che ha aggiunto un particolare relativo al periodo precedente all’arresto. Secondo quanto raccontato dallo stesso esponente politico, infatti, nelle settimane e nei mesi scorsi alcuni genitori ed ex dipendenti della struttura si erano rivolti a lui per porre domande, esprimere dubbi e condividere preoccupazioni.

«A ciascuno di loro ho sempre dato un’unica indicazione netta: segnalate subito alle autorità competenti, senza esitare», ha spiegato Piffer. Il consigliere ha quindi richiamato la necessità di attendere gli sviluppi dell’inchiesta, ma ha ribadito la propria posizione sul tema della videosorveglianza: «La giustizia farà il suo corso e spetterà a un giudice stabilire la verità e le responsabilità. Quello che è emerso rende comunque la mia posizione ancora più ferma e convinta di prima: le telecamere devono diventare obbligatorie in tutte le strutture che accolgono minori».

Una misura che, secondo Piffer, rappresenterebbe una tutela per i bambini, ma anche per le famiglie e per gli stessi operatori: «Un atto di tutela indispensabile per proteggere i bambini, dare tranquillità alle famiglie e tutelare i tantissimi educatori e professionisti che lavorano ogni giorno con dedizione e correttezza».

Patto per il Nord: «Installare subito le telecamere»

Sulla necessità di introdurre sistemi di videosorveglianza è intervenuto anche Patto per il Nord, che ha espresso una posizione analoga attraverso una nota. Il movimento ha richiamato i frequenti casi di aggressioni e maltrattamenti che finiscono sulle pagine di cronaca, citando non soltanto gli asili nido, ma anche le Rsa.

Pur ricordando il principio della presunzione di innocenza, il gruppo ha definito sconcertante quanto documentato dai carabinieri di Monza nel corso dell’indagine. «Il diritto alla salute, all’incolumità fisica, alla dignità umana devono venire prima del diritto alla privacy», si legge nella nota, che chiede di tutelare le persone più fragili e indifese, bambini, anziani e malati, attraverso tutti gli strumenti disponibili, comprese le telecamere.

«Chi si comporta bene non ha nulla da temere», è la conclusione della presa di posizione.