Lutto

Carate dice addio al generale gentiluomo

Umberto Raza si è spento questa mattina, lunedì. Il sindaco: Un esempio per tutti

Carate dice addio al generale gentiluomo
Caratese, 23 Marzo 2020 ore 17:26

Generale di brigata dei bersaglieri, commendatore dell’ordine al merito della Repubblica pluridecorato, a lungo alla guida dell’associazione Combattenti e reduci cittadina e anche alla testa dell’Istituto del Nastro Azzurro provinciale e cittadino, con una carriera militare di oltre 40 anni alle spalle. Cordoglio e commozione a Carate per la scomparsa di Umberto Raza,  da poco aveva compiuto 87 anni. Si è spento questa mattina, lunedì.

Addio, generale

Il caratese, stimato e conosciuto da tanti, si è spento nella sua casa di via Pancaldo. Malato  da alcuni mesi non lo si vedeva più in giro per la città, ma davvero tanti sono i caratesi che lo ricordano con grande affetto e stima per la sua lunga carriera nei bersaglieri. Solo poche settimane fa, in occasione del suo compleanno, il 9 febbraio, gli amici più stretti avevano voluto festeggiarlo sul Giornale di Carate per esprimere affetto e gratitudine al loro storico presidente.
Nel suo curriculum diverse onorificenze e decorazioni: Medaglia d’oro Mauriziana, Medaglia d’argento di lungo Comando, Croce d’oro di anzianità di Servizio, Medaglia di bronzo per soccorso alluvione di Firenze, Croce di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica, Croce di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Croce di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Originario di Brescia, nel 1956 aveva iniziato la sua carriera militare nel terzo Reggimento Bersaglieri: da Novara si era spostato a Milano dove ha trascorso praticamente quasi tutta la sua carriera.

Il sindaco: Un esempio per tutti

Commosso il ricordo del sindaco di Carate, Luca Veggian, a nome dell’Amministrazione comunale.

Raza era un’istituzione della comunità perché ha sempre rappresentato in modo fiero e autentico il suo immenso amore per la Patria. Lascia in eredità l’onore al Capo dello Stato e al nostro Paese. Perché soprattutto in questi giorni dobbiamo riuscire a ritrovare figure solide e ruoli autentici che sappiano ancora ingenerare fiducia e ottimismo. In diverse occasioni ha voluto valorizzare la sua conoscenza delle Armi, per dimostrare come sia determinante avere coscienza delle proprie capacità e  possibilità, che devono essere messe al servizio della crescita non solo propria ma anche degli altri. Un esempio per obbedienza alle leggi e alle regole che una società deve e sa darsi affinché tutti possano vivere in serenità. Un modello di rispetto del prossimo, reciproco, autentico e contagioso. Sono giorni difficili per la Lombardia e per l’Italia, ma oggi la nostra città perde una pietra angolare della comunità. Il tricolore che da sempre sventolava della sua abitazione da oggi sarà il monito per il nostro Comune e grazie ai suoi insegnamenti continuerà ad essere un esempio per tutte le generazioni.

Il servizio completo sul Giornale di Carate in edicola da domani, martedì 24 marzo.

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