Generosità

L'Avo consegna regali ai malati ricoverati a Natale

Sono stati regalati 900 flaconi di gel igienizzante al nosocomio di Carate e agli Istituti Clinici Zucchi

L'Avo consegna regali ai malati ricoverati a Natale
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Le tradizioni si rispettano: e così anche nel giorno di Natale 2020 l'Avo si è recata (idealmente) in ospedale per consegnare un piccolo dono ai malati ricoverati

La consegna dei regali ai malati da parte dell'Avo a Natale

La tradizione dei regali il giorno di Natale da parte dei volontari dell'Avo (Associazione volontari ospedalieri) va avanti da 20 anni ma quest'anno ha subito delle modifiche dal momento che non si è potuta realizzare in presenza. E così lunedì 21  e martedì 22 dicembre alcuni volontari (Angela Colombo, Renata Camesasca, Elena Davì, Laura Merlo, Mariella Maida)  hanno  consegnato  all'ospedale di Carate (alla presenza del direttore sanitario Ezio Goggi, del dottor Moro, di don Federico e del presidente dell'Avo Romano Bai)  e in Clinica Zucchi  (alla presenza del direttore sanitario Antonella Luti) 900 flaconi di gel  disinfettante   che sarà distribuito a tutti i pazienti, medici infermieri e operatori sanitari dei due Istituti.
"Si è pensato a questo dono visto il momento particolare che tutti stiamo vivendo, così come abbiamo cercato di essere vicini al personale sanitario nel primo periodo della pandemia dotandoli di presidi sanitari protettivi grazie all’Associazione e alle donazione dei volontari e degli amici dell’Avo - ha rimarcato l'associazione - Con questo piccolo gesto l’Avo vuole essere vicina ai malati, che vivono una situazione difficile, ora accentuata dalla pandemia e dall’impossibilità di avere accanto familiari, parenti, amici. Loro sono sempre nei pensieri dei volontari, che vivono con tristezza questo periodo in cui non possono stare loro accanto, portare un sorriso, fare loro compagnia con l’ascolto e il dialogo. E il giorno in cui cade il loro turno i volontari sentono la mancanza del servizio, dell’avere cura dell’altro in cui contano le cose o i gesti, ma soprattutto conta l’intenzione che sta dietro. Manca quel legame che si crea e che vivono con la persona sofferente, legame che diventerà memoria e occuperà un posto speciale nei loro
pensieri e nei loro cuori. I loro visi si velano di tristezza e la mente di ognuno pensa a quanto perdono
in termine di arricchimento personale e di gruppo. Per questo il Presidente mantiene i contatti con i
volontari, così come i volontari tra loro e questo permette di mantenere viva l’Associazione. La
speranza di poterci “riavvicinare” sotto tutti i punti di vista è in tutti noi volontari, che desideriamo
tornare nelle strutture ospedaliere per continuare a vivere le finalità della nostra associazione".
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