Mattinata di mobilitazione davanti alla portineria dello stabilimento Chart VRV di Ornago, dove dalle 11 alle 15 di oggi, mercoledì 4 marzo, si è svolto un presidio nell’ambito dello sciopero proclamato dopo il licenziamento di due lavoratori.
Licenziamenti alla Chart Vrv, scatta lo sciopero
La protesta, articolata in due ore di sciopero per ogni turno di lavoro, è stata decisa dalle RSU e sostenuta dalla FIOM CGIL a seguito di quanto accaduto venerdì scorso, quando l’azienda ha consegnato con effetto immediato le lettere di licenziamento ai due dipendenti del reparto verniciatura. Secondo quanto ricostruito dai rappresentanti sindacali, la decisione sarebbe legata a una riorganizzazione aziendale che prevederebbe l’esternalizzazione in appalto delle attività di verniciatura.
Le lettere, stando a quanto riferito proprio dai sindacati, sarebbero state consegnate in modo improvviso, senza preavviso e senza che nei precedenti incontri sindacali fosse stato comunicato alcun percorso di riorganizzazione con impatto occupazionale. Le RSU VRV avevano chiesto un incontro urgente con la direzione, che si è tenuto lunedì. Nel corso del confronto è stato chiesto formalmente il ritiro dei licenziamenti e il reintegro dei lavoratori. La Direzione aziendale avrebbe tuttavia confermato la legittimità della propria decisione, ribadendo che, a loro giudizio, non esisterebbero soluzioni alternative ai licenziamenti.
Una decisione, quella dell’azienda, che ha portato già nella giornata di lunedì ad un primo sciopero del personale di due ore alla fine di ogni turno e che proprio oggi, mercoledì, ha portato ad un secondo picchetto, con anche un presidio fuori dal sito produttivo della multinazionale.
L’ira di Fiom Cgil

Moltissimi lavoratori e lavoratrici sono giunti al presidio per esprimere solidarietà ai due dipendenti coinvolti. A rendere ancora più tesa la situazione è il fatto che solo poche settimane fa, il 16 febbraio, la FIOM CGIL e le RSU aziendali avevano incontrato la direzione per discutere dell’andamento produttivo e occupazionale.
“In quell’occasione – hanno riferito i sindacati – , non era stato annunciato alcun processo di riorganizzazione con ricadute sui livelli occupazionali. Anzi, nel corso dell’incontro e anche nei meeting con i dipendenti organizzati pochi giorni prima dal nuovo amministratore delegato, l’azienda ha presentato una situazione definita positiva, parlando addirittura di un incremento dei livelli occupazionali previsto nel 2026”.
Una situazione che dunque ha provocato una reazione immediata da parte dei sindacati:
“Non esiste un comportamento del genere – ha dichiarato Adriana Geppert della FIOM CGIL durante il presidio – Parliamo di due lavoratori della verniciatura. Non hanno avvisato nessuno: alle 12.30 hanno consegnato la lettera. Siamo qui per chiedere il loro reintegro”.
Geppert ha spiegato che, nel corso del confronto di lunedì, l’azienda avrebbe formulato una proposta di ricollocazione interna per uno dei due lavoratori, ma con una retribuzione più bassa rispetto a quella percepita nel reparto di provenienza.
“È una proposta senza senso – ha aggiunto – perché nei processi di riorganizzazione non si può decurtare la retribuzione. Esiste una normativa che stabilisce che lo stipendio non può essere ridotto. Chiediamo che siano reintegrati come prima, con le stesse condizioni salariali”.
La presenza del sindaco
Al presidio è intervenuto anche il sindaco di Ornago, Daniel Siccardi, che nei giorni scorsi aveva già incontrato i dipendenti per comprendere meglio la situazione.
“Come primo cittadino sento il dovere di essere qui oggi perché quando una decisione aziendale ha un impatto sul lavoro e sulla vita delle persone del nostro territorio, non può lasciare indifferente l’Amministrazione comunale”.
Il sindaco ha sottolineato come il lavoro non sia soltanto un dato economico o produttivo, ma rappresenti stabilità per le famiglie ed equilibrio sociale per l’intera comunità.
“Il Comune non entra nel merito delle scelte industriali o organizzative delle aziende, ma ha il dovere morale e istituzionale di richiamare tutti, imprese, istituzioni e parti sociali alla responsabilità e al dialogo”.
Siccardi ha annunciato che l’Amministrazione si attiverà immediatamente per coinvolgere gli altri livelli istituzionali. Nei prossimi giorni verranno contattate Regione Lombardia e il ministero competente, affinché possano essere aperti tavoli di confronto tra azienda, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori con l’obiettivo di approfondire la situazione e verificare tutte le possibili soluzioni.
“L’auspicio è che si possano riaprire spazi di dialogo – ha concluso – Per valutare ogni alternativa utile a tutelare il lavoro e salvaguardare il futuro delle persone coinvolte. Ornago ha sempre creduto nel valore del lavoro e nel rispetto reciproco. Oggi più che mai è importante non perdere di vista questi valori”.