Il 5 maggio 2024 la tragedia della zipline della Valtellina. Ghizlane Moutahiri, 41enne marocchina, assieme alla sua famiglia per festeggiare il compleanno della nipote, si era lanciata nel Fly Emotion, l’esperienza del volo sospeso, collegati a una fune tra i comuni di Alberedo e Bema, in Valtellina.
A quasi due anni dalla tragedia, i parenti aspettano ancora giustizia. Tra loro ci sono anche la madre di 73 anni, una delle tre sorelle (46 anni) e i due nipoti di 25 e 20 anni, tutti residenti a Carate Brianza dove la vittima aveva anche lavorato in una nota pasticceria.
L’inchiesta della Procura di Sondrio sembra destinata a durare almeno fino alla fine di maggio, vista la recente richiesta di proroga delle indagini depositata a marzo dagli inquirenti, un supplemento di indagine che ha esteso la lista degli indagati ad altre cinque persone.
Le cause del dramma: errori e omissioni
Secondo le ipotesi accusatorie è stata fatale la distrazione al momento della vestizione della donna, i cui cosciali, le imbragature che avrebbero dovuto tenere ferme e in posizione orizzontale le gambe, si sono praticamente sganciati in volo. Altre carenze sarebbero emerse sul piano delle autorizzazioni amministrative all’impianto e per quanto riguarda le stesse attrezzature tecniche.
I primi a essere iscritti nel registro degli indagati sono stati Matteo Sanguinetti, 46 anni, in qualità di amministratore delegato di Fly Emotion srl; Silvio Greco, 48 anni, di Morbegno, sovrintendente responsabile dei lavoratori dell’attrazione turistica, incaricato di «garantire l’attuazione delle direttive» da parte del personale, e la «corretta esecuzione» delle stesse. E poi tre dipendenti della struttura: Anna Colturri, classe 2003, lavoratrice a tempo determinato con compiti di addetta alla vestizione dei clienti prima del volo; Mattia Faldarini, 23 anni, anch’egli presente al momento delle operazioni di vestizione del gruppo 7, di cui quel giorno faceva parte la vittima; Nassiba Kafi, la più giovane (20 anni), sotto accusa per la sua presenza con l’incarico di addetta a dare il «via», nel punto denominato Partenza 1 Albaredo.
L’allargamento dell’inchiesta: politica e fornitori
Ora è emerso un allargamento delle indagini anche a Antonella Furlini e Patrizio Del Nero, rispettivamente vicesindaca ed ex sindaco del comune di Alberedo (il secondo, nel frattempo, è diventato sindaco a Morbegno), oltre che ai lecchesi Giuseppe Pasini e Marco Bonaiti, 54 e 82 anni (Bonaiti è lo storico presidente della Kong, colosso lecchese nel settore delle attrezzature da montagna), mentre il quinto indagato è Giuseppe Secomandi di Caprino Bergamasco.