Avevano messo in piedi un sistema per la cessione al dettaglio di dispositivi di decodificazione speciale, che permettevano l’accesso a servizi criptati come Sky, Dazn, Netflix, Amazon Prime, Mediaset Infinity, Disney Plus sul territorio delle province di Sondrio e Monza e Brianza. Purtroppo per loro però, a seguito di un’articolata indagine, i Militari del Comando della Guardia di Finanza di Sondrio hanno smantellato il loro racket.
Preparavano e vendevano dispositivi pirata, smantellata la “Banda del pezzotto”
Sono quattro le persone denunciate ed una invece colpita da misura cautelare personale per associazione a delinquere finalizzata alla pirateria o violazione del diritto d’autore, da parte delle fiamme gialle. Sono inoltre stati emessi anche cinque decreti di perquisizione e sequestro tra le due province.
L’operazione denominata “Sempre sul pezzo”, come detto, ha permesso ai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Chiavenna, supportati da un altro militare esperto di contrasto ai crimini informatici (Computer Forensics), di identificare cinque persone che, in associazione tra loro, svolgevano, prevalentemente nel territorio della Valchiavenna, ma anche in quello brianzolo, un’attività economica organizzata finalizzata alla cessione al dettaglio di dispositivi di decodificazione speciale, che consentono l’accesso a servizi criptati quali servizi televisivi (film, serie tv, manifestazioni sportive ecc…), a pagamento, forniti in ogni area del mondo, in diretta od “on demand” ad un totale di 115 persone, le quali versavano un canone periodico.
La tecnologia e il “Modus Operandi”
Il responsabile dell’organizzazione, con cadenza costante e periodica acquistava da un venditore il software “Warzone XC IPTV” che consentiva all’utilizzatore l’accesso a tutti i servizi televisivi in diretta od “on demand” offerti in ogni Stato del mondo. Dopodichè preparava il software installandolo sulle chiavette “Amazon fire stick”, che poi cedeva, direttamente o indirettamente (tramite i sodali), ai clienti con contestuale consegna delle credenziali d’accesso ad un profilo personalizzato. Al momento, quattro persone sono state denunciate a piede libero ed una colpita da misura cautelare personale per associazione a delinquere finalizzata alla pirateria o violazione del diritto d’autore (Legge n. 633/1941 a tutela del diritto d’autore; art. 416 c.p. Associazione per delinquere).
Rischi e sanzioni anche per gli utenti finali
La Guardia di Finanza ha sottolineato che l’utilizzo di questi software pirata non costituisce solo un danno enorme all’economia legale e all’industria del cinema e dello sport, nel caso di specie stimato in diverse centinaia di migliaia di euro, ma espone anche i fruitori a gravi rischi. Inoltre, grazie al tracciamento degli indirizzi IP e dei pagamenti effettuati (spesso tramite carte prepagate), sono in corso di identificazione i clienti finali. Per loro sono previste sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 154 euro fino a 5.000 euro in caso di recidiva, oltre alla possibile contestazione del reato di ricettazione. L’operazione della Guardia di Finanza si inserisce nel più ampio quadro delle attività del Corpo a tutela del mercato dei beni e dei servizi, volto a salvaguardare le imprese sane che operano nel rispetto delle regole e del diritto d’autore.