Succhiare il ciuccio o il pollice dopo i due anni può diventare un problema

E’ un comportamento naturale che, se protratto nel tempo, può influire negativamente sullo sviluppo della bocca

Succhiare il ciuccio o il pollice dopo i due anni può diventare un problema
Altro Vimercatese, 23 Febbraio 2021 ore 10:00

Succhiare il ciuccio, il pollice o la tettarella del biberon, può essere un problema? Lo abbiamo chiesto ai dentisti del Centro Medico Brianza di Cornate d’Adda.

Quando succhiare il ciuccio va bene

“Il bambino inizia a succhiare già quando si trova nel ventre materno. Da questo momento in poi associa l’atto della suzione al soddisfacimento della fame – spiegano i dottori Gianluca Santoni e Andrea Ormellese –  La suzione è fondamentale dopo il parto perché è grazie a essa che i neonati riescono a nutrirsi. Pertanto, succhiare il ciuccio, la tettarella del biberon o semplicemente il pollice alla bocca, in questa fase, è un comportamento naturale e non c’è nulla di male se lo fanno”.

Quando può diventare un problema

C’è però un momento in cui questa abitudine può diventare viziata. “Fino a due o tre anni nessun problema – spiegano i due odontoiatri – Se però il comportamento non viene modificato dai piccoli in autonomia entro il quarto anno di vita, allora si corre il rischio che degeneri in un’abitudine orale viziata. questa può avere conseguenze negative durante lo sviluppo della bocca del bambino”. 

Quali conseguenze per lo sviluppo della bocca?

“Le conseguenze della suzione patologica possono essere diverse: può provocare, per esempio, malposizionamenti dentali, malocclusioni e deformazione più o meno marcata delle arcate dentali. Il pollice che spinge contro il palato ne determina deformazione favorendo lo scivolamento degli incisivi in una posizione errata. A livello delle arcate, invece, può comparire la problematica del morso aperto anteriore”.

Meglio il ciuccio del pollice

Nel momento in cui il bambino non riesce a smettere di ciucciarsi il pollice, cosa bisogna fare?
“La prima cosa è cercare di sostituire al pollice il ciuccio perché quest’ultimo sicuramente provoca meno danni del primo. Attenzione però, è bene evitare di bagnarlo nel miele o nella marmellata, come invece ancora oggi molti fanno, perché altrimenti il piccolo si affeziona troppo a esso. Una volta passati al succhiotto, bisognerebbe riuscire a fare in modo che il desiderio di portarlo alla bocca passi una volta per tutte. Con un po’ di determinazione, si può fare”.

Come convincere il piccolo a non succhiare né il ciuccio, né la tettarella del biberon

Questo metodo vale sia per i bebè, sia per i bambini più grandicelli: “Sul ciuccio basta praticare dei piccoli fori – concludono i dottori del Centro Medico Brianza – In questo modo il piacere della suzione per il piccolo diminuisce portandolo a chiedere il succhiotto con minor frequenza. Per la tettarella del biberon, invece, bisogna tagliarne via la sommità. L’ideale è utilizzare questi metodi fin dai due anni, si evita così di ricadere nell’abitudine orale viziata che tanti problemi può provocare”.

La prima visita

I dentisti, infine, consigliano la prima visita dal dentista intorno ai quattro anni, per intercettare fin dalla più tenera età eventuali problematiche che potrebbero influire negativamente sullo sviluppo della bocca del bambino.

Succhiare il ciuccio, ecco a chi rivolgersi

I dottori Gianluca Santoni e Andrea Ormellese aspettano i genitori al Centro Medico Brianza di Cornate d’Adda, in via Castello 5/A. Tel. 039.6095873.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli