Vapore acqueo per curare la prostata

La tecnica innovativa per il trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna disponibile da Synlab Cam

Vapore acqueo per curare la prostata
Monza, 30 Giugno 2019 ore 08:17

Utilizzare il vapore acqueo per curare la prostata. E’ stata introdotta anche in Italia una tecnica innovativa nata in Usa per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (ossia l’ingrossamento della prostata). Si tratta di una terapia termica con vapore acqueo chiamata «Rezum».

Tecnica pionieristica

E’ una novità dirompente per curare una malattia che oggi colpisce un numero importante di uomini e che cresce con l’aumentare dell’età, interessando però anche coorti più giovani di quanto si è soliti pensare. Secondo i dati raccolti dalla Società Italiana di Urologia nel 2018, infatti, nel nostro paese il 10% dei quarantenni ha già sintomi di ipertrofia prostatica benigna (più avanti, poi, ne soffre oltre il 30% degli uomini fra i 50 e i 60 anni e fino al 60% degli over 70).

Da Synlab Monza primi interventi

Presso Synlab Cam Monza in viale Elvezia (uno degli unici tre centri italiani in cui è stata testata) sono già stati eseguiti con successo alcuni interventi, con risultati incredibili. Si tratta di un percorso che può migliorare la qualità di vita di moltissimi pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Oggi questa malattia, infatti, viene inizialmente curata con farmaci che sicuramente presentano una buona efficacia, soprattutto nella prima fase della malattia, ma possono generare problemi per gli effetti collaterali sotto il profilo cardiovascolare e soprattutto importanti disturbi dal punto di vista sessuale, con calo del desiderio e perdita dell’eiaculazione. Quando la terapia non basta, si ricorre a chirurgie endoscopiche mini invasive, come la resezione prostatica trans uretrale, l’intervento endoscopico più diffuso fino a qualche tempo fa, che viene sempre più spesso sostituito dalle tecniche laser.

I miglioramenti

Rispetto a tali metodologie, la nuova terapia termica con vapore acqueo è in grado di superare questi aspetti nel 95% dei casi, migliorando i sintomi del paziente e colpendo unicamente la prostata senza asportarla, mantenendo l’integrità anatomica dell’uretra con il conseguente recupero del corretto modo di urinare e il miglioramento dei disturbi urinari. Di recente, in riviste internazionali di Urologia come The Journal of Urology e Urology, sono stati pubblicati studi che confermano che il miglioramento dei sintomi a 3 mesi dalla procedura, si mantiene stabile a 4 anni. Per accedere all’intervento, il paziente deve essere valutato clinicamente dall’urologo perché sia confermata l’idoneità al trattamento. «E’ un trattamento termico intraprostatico per infissione di un ago specifico con uso di semplice vapore acqueo», ha spiegato il direttore dell’Unità Operativa di Urologia dell’Ospedale di Desio – Asst Monza.

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