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Villasanta: "Basta parole straniere sugli atti del Comune"

E' questa la singolare richiesta avanzata attraverso una mozione dai consiglieri comunali di minonranza Massimo Casiraghi e Antonio Ubiali

Villasanta: "Basta parole straniere sugli atti del Comune"
Altro 17 Novembre 2021 ore 13:17

"Usiamo solo l'italiano sugli atti prodotti dall'Amministrazione comunale di Villasanta".

E' questa la richiesta avanzata attraverso una mozione dai consiglieri comunali di minoranza Massimo Casiraghi e Antonio Ubiali, eletti tra le fila del gruppo "Casiraghi Sindaco" di rettamente all'Esecutivo guidato da Luca Ornago.

La mozione verrà discussa in Consiglio comunale

La mozione, dicevamo, è stata presentata nei giorni scorsi e verrà discussa martedì 16 novembre durante la riunione del parlamentino cittadino. Lo scopo dell'iniziativa è quello di lanciare un segnale forte di attenzione alla promozione della lingua italiana anche in continuità con gli sforzi compiuti a livello parlamentare per ammodernare il sistema di promozione e diffusione linguistica italiana nel mondo e tra le comunità italiane all’estero.

Il testo della mozione

"Nei tempi recenti, noi tutti abbiamo assistito ad un sempre maggiore utilizzo di parole e termini stranieri introdotti nei testi e negli scritti di documenti anche amministrativi e nel linguaggio orale corrente - si legge nel testo della mozione presentato da Casiraghi e Ubiali -  In molti si sono espressi in critiche più o meno forti o velate contro l’imbarbarimento della nostra lingua. Non è solo un fatto conservativo o identitario, seppur importante ma per lo più è una necessità comunicativa allorché ampie fasce della nostra popolazione non hanno una conoscenza approfondita di una lingua straniera, nello specifico di quella Inglese, più diffusa nell’intercalare degli scritti".

"Vogliamo un linguaggio burocratico semplificato"

Lo scopo della mozione, dunque, è quello di "sollecitare e impegnare l’Amministrazione comunale di Villasanta ad emanare una direttiva agli uffici comunali per limitare l’uso dei termini stranieri nella stesura di qualsiasi documento amministrativo. La stessa direttiva dovrebbe trovare soluzioni per una semplificazione del linguaggio burocratico, rendendo i documenti di più facile comprensione per i cittadini. Non per un fatto nazionalistico ma per un valore
di civiltà".

Il commento di Casiraghi

"Nell’anno del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, il padre della lingua italiana, abbiamo deciso di presentare questa mozione molto importante – spiega il capogruppo Massimo Casiraghi - L’italiano è un capitale importante nell’economia del patrimonio culturale della nostra Nazione e del nostro popolo e noi abbiamo il dovere di difenderlo, tutelarlo e valorizzarlo".

 

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