Il passaggio da un approccio ‘sito-specifico’ a una gestione territoriale integrata, caratterizzata da un potenziamento del ruolo di organi tecnici ed enti locali e da un’analisi ambientale e del rischio estesa a un ambito territoriale più ampio.
Inquinamento delle falde nel nord Milano, Assessore Maione: “Nuove misure regionali potenziano rigore scientifico”
È questa una delle principali novità introdotte a fine aprile da Regione Lombardia attraverso l’aggiornamento delle misure di gestione dell’inquinamento diffuso delle acque sotterranee nell’area del Nord Milanese, le linee guida elaborate per contrastare quella specifica forma di contaminazione, principalmente riconducibile a solventi clorurati e cromo VI, causata da attività antropiche storiche e non più attribuibile a singole sorgenti puntuali.
Le nuove norme sono state presentate nella giornata di oggi, martedì 19 maggio a Palazzo Lombardia nel corso di un convegno introdotto dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione.
Dal dibattito è emerso come fin dal 2012, Regione Lombardia sia stata apripista in Italia per la gestione di una problematica complessa come l’inquinamento diffuso, secondo quanto previsto dal Codice dell’Ambiente. Un percorso virtuoso che ha fatto un ulteriore passo avanti lo scorso aprile, grazie alla delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore Maione, di concerto con gli assessorati al Welfare e agli Enti locali. A testimoniare l’efficacia delle misure adottate anche i risultati dei recenti monitoraggi che evidenziano un generale miglioramento nei valori rilevati.
Nuove regole e approccio territoriale
Nuova modalità di definizione delle aree di intervento – Nello specifico, il provvedimento, che coinvolge 23 Comuni tra la Città Metropolitana di Milano e le province di Monza e Brianza e Varese, individua i ‘valori di fondo antropico’ per alcune sostanze (ovvero la loro concentrazione nell’ambiente derivante da sorgenti diffuse causate dall’attività umana); valuta il rischio sanitario associato e definisce specifiche Concentrazioni di riferimento per la bonifica (Crb) di Pce (tetracloroetilene) e Tcm (triclorometano) e cromo VI.
Questi valori sostituiscono le Concentrazioni Soglia di contaminazione (Csc) previste dal decreto legislativo 152/2006 e rappresentano i nuovi riferimenti per gli interventi di bonifica, garantendo concentrazioni sempre al di sotto dei limiti di potabilità delle acque.
“Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore Maione – continua a essere un modello nella gestione dell’inquinamento diffuso delle acque sotterranee. Con questo aggiornamento introduciamo un approccio ancora più moderno ed efficace, fondato su rigore scientifico, monitoraggio costante e piena collaborazione tra istituzioni, enti tecnici e territori. Puntiamo su una visione integrata, capace di affrontare fenomeni complessi con strumenti concreti innovativi, garantendo al tempo stesso la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. La sostenibilità è un presupposto ineludibile dell’attività di questa Giunta che per dare i suoi frutti deve mettere al centro il lavoro di squadra e la capacità di coinvolgere esperti e amministratori locali. Solo così potremo ottenere dei reali risultati”.
Strumenti e monitoraggio
Strumenti concreti per gestione dell’inquinamento diffuso delle acque sotterranee – Sul piano gestionale i principali cambiamenti riguardano invece attività di monitoraggio periodico delle rilevazioni su una rete unica, adozione di procedure operative standardizzate e ruolo chiave del Tavolo tecnico regionale, luogo privilegiato di coordinamento, confronto e condivisione di competenze e istanze locali.
L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei diversi Enti coinvolti negli interventi di bonifica strumenti concreti e di alto livello scientifico per la comprensione e la gestione di questi fenomeni, nel quadro di un procedimento sinergico e attento ai bisogni del territorio.
In questo contesto risulta cruciale il ruolo di Arpa Lombardia, legato in particolare alla creazione di un centro di competenza sulle acque sotterranee, all’aggiornamento della banca dati idrochimica e alla prosecuzione dei monitoraggi, nonché al presidio delle sorgenti ancora attive presenti sul territorio e alla pronta individuazione di eventuali nuovi fenomeni.
Collaborazioni e coordinamento
L’accordo di collaborazione con il Politecnico di Milano – Un contributo decisivo a questo percorso virtuoso è stato dato dall’accordo di collaborazione con il Politecnico di Milano, che ha consentito, grazie a tre anni di lavoro, di sviluppare approfondimenti avanzati grazie alla modellizzazione delle acque sotterranee, un’analisi matematica capace di simularne in modo puntuale il comportamento e di anticipare possibili scenari di diffusione delle contaminazioni.
Il Tavolo tecnico di coordinamento regionale – Tra i punti di forza della strategia di Regione Lombardia sulla gestione dell’inquinamento diffuso delle acque sotterranee nel Nord Milanese l’adozione di un approccio sinergico e trasversale a diverse competenze, che trova attuazione concreta nelle competenze del Tavolo tecnico di coordinamento regionale. Si tratta in particolare di un “luogo di concertazione” per condividere le scelte, valutare i risultati, coordinare le attività dei soggetti a vario titolo coinvolti, in relazione alla situazione di inquinamento diffuso delle acque sotterranee dell’area del Nord Milanese.
Il Tavolo tecnico viene aggiornato con decreto regionale ogni tre anni e vede la partecipazione di rappresentanti dei Comuni e delle Amministrazioni provinciali, di Arpa, delle Ats competenti per territorio, dei gestori del servizio idrico integrato, degli Ato (Ambiti territoriali ottimali).
A coordinare le diverse attività la Direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia con la partecipazione delle Dg Welfare, Enti locali, Agricoltura e di eventuali altre Dg interessate.
Ai lavori possono partecipare ulteriori soggetti pubblici e/o privati interessati dagli interventi, qualora necessario per esigenze tecnico-amministrative.
I territori coinvolti
I Comuni interessati – Città Metropolitana di Milano: Arese, Baranzate, Bollate, Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Milano, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Pero, Rho, Senago, Sesto San Giovanni. Provincia di Monza e Brianza: Brugherio, Monza, Muggiò, Nova Milanese. Provincia di Varese: Caronno Pertusella, Origgio.
Il convegno è uno degli eventi ‘di avvicinamento’ all’edizione 2026 del Forum regionale per lo sviluppo sostenibile’.