La storia

La storia di River, il porcellino d’India salvato tra i rifiuti

La piccola cavia è stata trovata in condizioni precarie vicino al cadavere di un'altra cavia, nella zona di San Rocco e successivamente curata dai volontari di Enpa

La storia di River, il porcellino d’India salvato tra i rifiuti

Un gruppo di bambini in visita didattica con le Guardie Ecologiche Volontarie; dei ragazzi seduti su una panchina, a passare il tempo insieme; un cumulo di spazzatura, come ultimamente spesso accade, gettato lungo la strada.

La storia di River, il porcellino d’India salvato tra i rifiuti

Tutto questo osservato da un piccolo essere vivente, nascosto tra i rifiuti. Questa è la storia di un giovane porcellino d’India abbandonato in mezzo all’immondizia, davanti ad un condominio, nel quartiere San Rocco di Monza.

Purtroppo, non era solo: dentro una gabbia abbandonata aperta (la parte superiore staccata dalla vaschetta), tra sacchi della spazzatura, feci vecchie e rifiuti, giaceva il corpo di un altro esemplare della stessa specie, morto da chissà quanto tempo. Il ritrovamento è avvenuto martedì 12 maggio. Alcuni ragazzi presenti sul posto si sono accorti della situazione e hanno immediatamente avvisato le GEV presenti nell’area dei parchetti, che hanno richiesto l’intervento di ENPA Monza.

I rifiuti dove è stato trovato River

Una volta arrivati in zona, per le operatrici di ENPA è stato subito chiaro che per l’animale nella conigliera non ci fosse ormai più nulla da fare. Di lui restava soltanto una piccola salma dimenticata tra i rifiuti. Invece River, così è stato chiamato, rannicchiato in mezzo all’immondizia, osservava tutto in silenzio. Non è scappato. Non ha tentato la fuga. Quando è stato recuperato non ha reagito urlando, come spesso fanno le cavie terrorizzate, si è semplicemente nascosto tra le mani di chi lo stava soccorrendo, lasciandosi portare via. Come se avesse capito che, per la prima volta, qualcuno era arrivato per salvarlo.

 

Le condizioni dell’animale

Condotto nel rifugio di via San Damiano, River si presentava in condizioni molto precarie: estremamente magro, sporco, debilitato e con diversi segni di morsicature sulle orecchie e sul corpo, probabilmente dovuti alla convivenza forzata con un altro simile, in condizioni disperate.

Una volta sistemato nella sua nuova conigliera, pulita e al caldo, con acqua fresca, fieno e pappa, ha preso un piccolo pezzetto di cibo e si è subito rifugiato nella tana per mangiarlo al sicuro. Un gesto semplice, ma che racconta perfettamente la paura con cui questo piccolo animale ha imparato a vivere.

Non è dato sapersi da quanto tempo si trovasse lì. Non si sa se lui e l’altro esemplare siano stati abbandonati insieme, se fossero fratelli o se uno dei due sia stato lasciato successivamente accanto all’altro. Non è chiaro nemmeno come River sia riuscito a sopravvivere ai temporali degli ultimi giorni, al freddo della notte e alla fame.

Il contesto di degrado

I volontari Enpa però ritengono che la gabbia si trovasse lì da tempo. Al suo interno vi erano moltissime feci accumulate, verdure appassite, beverini vuoti e sporchi: segni evidenti di un degrado che non nasce in pochi giorni. Poi i volontari si sono posti una domanda più che lecita: “Chissà come abbiano vissuto questi animali fino al loro ritrovamento?”.

Ora River verrà seguito e curato. Avrà finalmente la possibilità di conoscere cosa significhi sentirsi protetto, rispettato e amato.

Il piccolo River

Enpa ha poi voluto esortare le persone ad una riflessione

“Cavie e conigli non sono animali “facili”. La storia di River però non deve essere soltanto un racconto di salvataggio. Deve essere anche una riflessione”. Troppo spesso animali come cavie, conigli e altri piccoli roditori vengono ancora considerati “animali facili”, regalati con leggerezza, acquistati impulsivamente o venduti a prezzi irrisori, senza che chi li prende sappia davvero cosa significhi occuparsene. Sono esseri viventi delicati, con bisogni precisi, che richiedono cure veterinarie, alimentazione corretta, attenzioni quotidiane e soprattutto responsabilità. Dietro ogni abbandono come questo c’è sempre una scelta umana. E dietro ogni recupero, invece, ci sono persone che decidono di fermarsi, osservare e non voltarsi dall’altra parte. Situazioni come questa non devono essere ignorate”.

Successivamente l’Ente di protezione animali ha sottolineato per l’ennesima volta come sia importante la segnalazione per evitare di arrivare a situazioni come questa.

“L’abbandono e la detenzione incompatibile con il benessere degli animali costituiscono forme di maltrattamento e, davanti a condizioni di degrado o sofferenza evidenti, è fondamentale segnalare tempestivamente la situazione agli enti competenti e alle associazioni che si occupano di tutela animale. Intervenire in tempo può fare la differenza tra la vita e la morte. Questa volta, per fortuna, qualcuno lo ha fatto. E quel piccolo “rifiuto che respirava” oggi ha finalmente un nome: River”.

Ricerca dei responsabili

Chiunque fosse in possesso di informazioni utili relative a questo episodio è invitato a contattare in forma strettamente riservata le Guardie Zoofile di ENPA Monza all’indirizzo email: ggzz.monza@enpa.org La riservatezza dell’identità di chi fornirà eventuali informazioni sarà, come sempre, garantita.