Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza la nuova legge sulle risorse forestali, intitolata “Iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali”. La normativa punta a introdurre strumenti operativi per una conduzione coordinata, sostenibile ed efficace del patrimonio boschivo e delle aree montane o interne del territorio lombardo.
L’impianto legislativo, composto da 17 articoli e con carattere sperimentale fino al 31 dicembre 2036, si integra con il Testo unico in materia di foreste e agricoltura (L.R. 31/2008). Per sostenere la fase iniziale delle attività, la Regione ha previsto un finanziamento di 600 mila euro all’anno per il biennio 2027-2028.
Gli obiettivi: superare l’abbandono e valorizzare i territori
Il provvedimento nasce dalla necessità di contrastare la frammentazione proprietaria e l’incuria, considerate tra le principali cause del dissesto idrogeologico e del rischio di incendi.
“I boschi non si difendono lasciandoli soli: si difendono attraverso una gestione attiva, responsabile e sostenibile”, ha spiegato la relatrice della legge Silvana Snider (Lega). “Prendersi cura delle nostre foreste significa prevenire emergenze, salvaguardare la biodiversità e sostenere le filiere forestali con nuove occasioni di lavoro, soprattutto nelle aree interne”.
Sulla stessa linea il primo firmatario della legge, Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia), che ha evidenziato la svolta culturale e produttiva del testo:
“Dobbiamo cambiare il modo in cui guardiamo ai nostri boschi: la biomassa legnosa non è uno scarto, ma una risorsa che può generare valore. Questo provvedimento, il primo in Italia, segna un cambio di paradigma: la gestione come strumento di sviluppo. Tutela ambientale, sicurezza del territorio e sviluppo economico non sono obiettivi alternativi, ma possono procedere insieme”.
Anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha sottolineato l’approccio pragmatico della legge rispetto alla tutela del patrimonio forestale.
Ambiti Agfs, terreni silenti e servizi ecosistemici: le novità
Il cuore operativo della normativa risiede nella creazione degli Ambiti per la gestione forestale e del territorio agro-silvo-pastorale sostenibile (AGFS). In queste aree la gestione dei boschi verrà organizzata in forma associata attraverso soggetti unitari, come consorzi forestali o associazioni fondiarie, pianificando gli interventi su base annuale.
Tra le principali innovazioni figurano:
- Interventi sui terreni silenti: in presenza di fondi abbandonati o di proprietari inerti, l’autorità forestale potrà intervenire per garantire le operazioni minime di messa in sicurezza e prevenzione.
- Servizi ecosistemici: si introducono meccanismi di remunerazione per le funzioni svolte dai boschi, come la protezione del suolo, la regolazione del ciclo idrico e il sequestro di carbonio.
- Filiera bosco-legno-energia: sostegno all’economia circolare e all’uso energetico della biomassa a filiera corta, nel rispetto dei parametri sulla qualità dell’aria.
- Ruolo di Ersaf: l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste viene confermato come punto di riferimento tecnico-specialistico.
Il dibattito in aula: le posizioni di maggioranza e opposizione
Durante la discussione in Consiglio si sono confrontate diverse visioni. I consigliere di maggioranza — tra cui Alessandro Corbetta e Floriano Massardi (Lega), Pietro Macconi (Futuro Nazionale), Alberto Mazzoleni, Michele Schiavi (FdI) e Ivan Rota (FI) — hanno difeso il principio del “coltivare per custodire”, ricordando che l’aumento della superficie boscata necessita dell’intervento umano per mantenere la stabilità del territorio.
Critiche e distinguo sono giunti dai banchi dell’opposizione:
- Paola Pollini (M5S) ha ricordato la necessità di tutelare la qualità dell’aria, evidenziando come la combustione non corretta delle biomasse legnose sia una causa rilevante di emissioni di particolato.
- Matteo Piloni (PD) ha definito il testo “timido”, sostenendo che non esca dalla logica dell’emergenza e sia privo di una vera pianificazione strutturale per il settore.
- Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) ha espresso riserve sul carattere temporaneo e sperimentale della misura, auspicando invece una riforma organica del comparto.
I numeri del patrimonio boschivo lombardoI dati dell’ultimo “Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia” redatto da Ersaf tratteggiano il peso strategico del settore:
- Copertura del territorio: oltre 618 mila ettari di boschi, pari al 26% della superficie regionale (circa 616 mq per cittadino).
- Impatto ambientale: assorbimento annuo di 3,4 milioni di tonnellate di CO₂ e stoccaggio complessivo di 128,8 milioni di tonnellate di carbonio, con una crescita della massa legnosa di 2,9 milioni di metri cubi all’anno.
- Valore economico: la filiera del legno in Lombardia conta circa 85.000 imprese e 550.000 addetti, con un valore di 39 miliardi di euro che rappresenta circa l’1% del PIL nazionale.