Il percorso

Regionalizzazione del Parco Pane, via libera da Cavenago: il territorio protetto salirà al 51%

Approvata in Consiglio comunale la richiesta di istituzione dell'Ente come parco regionale

Regionalizzazione del Parco Pane, via libera da Cavenago: il territorio protetto salirà al 51%

Il Consiglio Comunale di Cavenago di Brianza ha approvato il 28 luglio l’atto di indirizzo per la richiesta di istituzione del Parco Regionale Agricolo Nord Est (P.A.N.E.), segnando un passaggio storico nel percorso di tutela ambientale del territorio comunale.

Regionalizzazione del Parco Pane, via libera da Cavenago: il territorio protetto salirà al 51%

La superficie comunale conferita al Parco sale dal 45% al 51%: su un’area comunale complessiva di 4,43 km2, la nuova estensione conferita a parco raggiunge i 2,24 km2 (oltre 220 ettari).

“Con questo passaggio raggiungiamo non solo una cifra dall’alto valore simbolico ma soprattutto uno dei nostri principali obiettivi di mandato: il mantenimento e il rafforzamento della tutela di almeno il 51% del nostro territorio ad area verde. Un impegno preso con i cittadini che, con questo provvedimento, rendiamo più solido e duraturo”, dichiara Davide Usai, Assessore alla Tutela dell’Ambiente del Comune di Cavenago di Brianza.

Il percorso condiviso

Il percorso che ha portato all’approvazione della delibera è stato condiviso con la cittadinanza attraverso un’assemblea pubblica il 22 luglio scorso presso il Salone Apollo, in cui l’Amministrazione ha illustrato il significato e le opportunità del passaggio a Parco regionale grazie agli interventi dell’assessore Usai, di Silvano Brambilla (Presidente CdA P.A.N.E.) e Giorgio Monti (Presidente del Parco Regionale Adda Nord).

Perché un Parco Regionale

“Diventare Parco Regionale significa poter contare su co-finanziamenti regionali ordinari e avere possibilità di accesso ai bandi straordinari regionali, statali ed europei oggi preclusi a un PLIS come il P.A.N.E. attuale, e garantire una gestione del territorio più stabile e uniforme, non più soggetta alle scelte politiche contingenti dei singoli mandati amministrativi. Sono risorse e strumenti che ci permettono di guardare alla tutela ambientale con una prospettiva organica e di lungo periodo”, spiega Usai.

Un progetto in linea con l’Europa

La scelta si inserisce inoltre nel quadro della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, che punta a portare il 40% del territorio europeo sotto tutela, di cui il 10% con protezione rigorosa.

La storia del Parco

Cavenago di Brianza è in prima linea su questa direzione di tutela ambientale fin dal 1989, essendo stato primo Comune promotore dell’originario Parco del Rio Vallone, il nucleo da cui nel tempo è nato l’attuale Parco Agricolo Nord Est. Un impegno che oggi conta 23 Comuni consorziati in tre province (Monza e Brianza, Milano, Lecco) per un totale di circa 4.068 ettari, in aumento con l’interesse manifestato da altri due Comuni.