Ha avuto una doppia valenza, quest’anno, la memoria del regicidio fatta oggi, sabato 25, alla Cappella Espiatoria di Monza a cura dell’Istituto nazionale per le Guardie di onore alle tombe reali del Pantheon. Oltre che ricordare l’assassinio di re Umberto I (29 luglio 1900), s’è voluto ricordare anche il centenario della morte della consorte, la regina Margherita, molto legata a Monza e alla Villa Reale, che era stata dono di nozze da parte di Umberto.

Le autorità presenti
Diverse le delegazioni dell’Istituto presenti (tra le altre Roma, Piacenza, Torino, Bergamo, Varese, Alessandra, Como) oltre a rappresentanze di Assoarma Monza Brianza, Associazione Arma Aeronautica Monza, Nastro Azzurro, Unuci Monza Brianza, alpini, bersaglieri e crocerossine, sotto la regia del presidente nazionale dell’Istituto Paolo Bosotti, del delegato regionale Paolo Sciarra e del delegato per Monza e Brianza Luca Domenico Alecci. Presenti l’assessore alla Sicurezza Ambrogio Moccia, il consigliere delegato Massimiliano Longo per la Provincia.
La messa
L’arciprete monsignor Marino Mosconi ha celebrato la messa, con il canonico della cattedrale di Vercelli monsignor Luca Gonzino, e con fra’ Andrea Cassinelli. Mosconi ha appaiato la figura dell’apostolo Giacomo, la cui memoria ricorreva sabato, con quella di re Umberto: «Morti diverse, le loro, ma appaiate dalla fragilità di chi ha ucciso. La vera santità è la via del servizio».
Poi la posa di una corona di fiori al centro della cripta della Cappella, dove avvenne l’assassinio. «Umberto, l’unico capo di stato italiano assassinato, fu un sovrano tra luci e ombre (diede ordine a Bava Beccaris di sparare ai manifestanti a Milano, ma finanziò molte opere, tra cui anche l’ospedale vecchio di Monza, che gli venne intitolato, ndr) -ha sottolineato Bosotti- e noi lo ricordiamo con pacatezza e onestà, restando fedeli alle leggi dell’ordinamento e alla tradizione, nel senso etimologico del termine».

Custodi della tradizione
Moccia ha ringraziato le Guardie del Pantheon «perché trasmettono la memoria e per essere custodi di una sana e nobile italianità» mentre Longo ha sottolineato che «la storia ci insegna che nessuna ragione può giustificare la violenza come strumento di cambiamento politico». La cerimonia s’è conclusa con la visita della mostra “Da Napoleone a Umberto II, storia del Regno d’Italia”, in corso alla Villa Reale.
Mercoledì 29, anniversario del regicidio, la Cappella Espiatoria, che grazie alla direttrice Giulia Valcamonica ha subìto negli ultimi anni importanti restauri che l’hanno fatta riscoprire, (le visite sono passate da 2mila a 15mila l’anno), sarà aperta la sera (19.30-23.30, ultimo ingresso 30 minuti prima) con visite guidate (partenze ore 20, 21 e 22) e accensione della grandi croci di alabastro. Partecipazione gratuita e, dato il numero limitato dei posti disponibili, la prenotazione è obbligatoria (drm-lom.cappellaespiatoria@cultura.gov.it).