A "caccia" di lupi con il teleobiettivo
In Abruzzo ha scattato una foto emozionate: due lupi che si abbracciano

Elia Cicero di Giussano è un appassionato di fotografia naturalista e in Abruzzo ha scattato una foto molto emozionante: due lupi che si abbracciano. Il giussanese collabora anche con enti che si occupano di monitorare e tutelare la specie che è a rischio di estinzione.
Le due grandi passioni
Dalla musica alla fotografia: due passioni che Elia Cicero, 40 anni, coltiva con grande entusiasmo e tanta determinazione. Musicista, compositore lavora nel mondo discografico, ma da qualche tempo si è appassionato anche alla fotografia naturalistica e in particolare ai lupi.
Trekking e fotografia
Recentemente è stato anche in Abruzzo, dove è riuscito a fotografare due esemplari intenti ad abbracciarsi, una immagine molto bella scattata dopo ore di appostamenti.
«Questa nuova passione è iniziata quasi per gioco, per staccare un po’ dalla routine quotidiana e respirare aria fresca. Ero un discreto camminatore appassionato di fauna, specialmente quella boschiva. Durante i primi trekking ogni tanto riuscivo ad avvistare caprioli, cinghiali, mufloni, quindi ho deciso di munirmi di macchina fotografica per scattare le prime foto e video in maniera amatoriale - ha raccontato - Questa estate, durante un trekking sulle montagne comasche, notai delle tracce che potevano essere di lupo. Un grande stupore, perché già da quando ero bambino il suo fascino e l’alone di mistero nei suoi confronti mi intrigavano parecchio. Così ho cercato sul web qualche notizia di avvistamenti e ho scoperto che effettivamente un branco si era formato proprio su quelle montagne».
La vita nel branco, a "caccia" di lupi
Armato di fototrappole e grande pazienza, i primi video non sono quindi tardati ad arrivare.
«Ho iniziato così a vivere una parte di vita del branco, a capire chi erano i dominanti e i subadulti, a vederli cacciare, giocare, e ho iniziato a segnare le zone che battevano più spesso. Oltre al branco ho spiato la vita segreta di volpi, tassi, caprioli, cinghiali, faine. Ho cominciato a seguire i loro spostamenti durante i periodi dell’anno, a studiare la loro di vita».
Le collaborazioni con gli enti naturalistici e faunistici
Nel frattempo sono nate collaborazioni con gli enti che monitorano i lupi e cercano di tutelarli.
«Ogni momento libero che avevo era occasione per andare a controllare se c’erano ulteriori riscontri. Poi, in un giorno parecchio fortunato, durante un trekking all’alba, un esemplare mi è passato a una ventina di metri, cosa molto rara da vedere perché il branco si muove in un’area piuttosto vasta. Spinto dalla voglia di osservarli più da vicino, ho deciso di recarmi al Parco Nazionale d’Abruzzo, dove letteralmente ti trovi a tu per tu con loro. È li che ho scattato la foto “dell’abbraccio”, un momento molto emozionante che fa capire quanto questa specie sia stigmatizzata da congetture popolari, lontane anni luce dagli studi scientifici condotti da esperti del settore».
Il giussanese sta diventando un vero esperto
«Non tutti sanno, per esempio, che il lupo appenninico è una delle poche specie autoctone rimaste nel nostro paese - ha caratteristiche uniche e differenti rispetto ad altre specie di lupo che popolano l’Europa - e che rischia di essere declassato da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”, con conseguenti abbattimenti e persecuzioni ingiustificate. Tutta questa biodiversità che sta a due passi da noi non la notiamo più. Ho imparato a riscoprirla e viverla, sempre con rispetto, a distaccarmi un po’ da quello che è lo standard odierno, sperando che fra qualche anno non rimanga solo una foto ricordo».