Nel 2025 si sono registrati appena 328 nuovi nati, il dato più basso degli ultimi 25 anni e a Lissone per la prima volta la popolazione è calata.
A Lissone sempre meno nati
L’Annuario statistico 2025, pubblicato dal Comune, fotografa una realtà che segue una tendenza ormai diffusa in tutta Italia, ma che sul territorio assume contorni sempre più evidenti: la popolazione invecchia, le nascite continuano a diminuire e, per la prima volta dopo anni di crescita, il numero dei residenti registra una lieve flessione.
Al 31 dicembre 2025 gli abitanti sono 47.118, ventinove in meno rispetto all’anno precedente. Un calo contenuto, ma significativo perché interrompe una crescita demografica che, pur con rallentamenti, aveva caratterizzato gli ultimi anni e segna per la prima volta un calo nella popolazione. Alla base del fenomeno c’è soprattutto il saldo naturale negativo, ormai consolidato. Per l’ottavo anno consecutivo, infatti, i decessi superano le nascite: nel 2025 sono nati 328 bambini, mentre i morti sono stati 403, con un saldo di meno 75 persone. Il dato colpisce ancora di più se si considera che i nuovi nati rappresentano il valore più basso registrato negli ultimi venticinque anni (il tasso di natalità oggi è a 7, mentre nel 2009 era 11,9).
Il saldo migratorio resta invece positivo, con 1.906 nuovi iscritti all’anagrafe e 1.860 cancellazioni, ma le 46 persone di differenza non sono sufficienti a compensare il deficit naturale. Il risultato finale è una popolazione che passa da 47.147 a 47.118 residenti.
Il quadro delineato dall’Annuario va però ben oltre il semplice dato numerico. A cambiare è la struttura stessa della popolazione. La piramide delle età continua a trasformarsi: diminuiscono i giovani e aumenta il peso delle fasce più anziane. L’età media dei lissonesi raggiunge oggi i 45,04 anni, contro i poco più di 42 registrati una decina d’anni fa (quella degli stranieri è più bassa ed è 36,3). Ancora più significativo però è l’indice di vecchiaia, che sale a 169,22: tradotto in termini semplici significa che a Lissone vivono quasi 162 anziani ogni 100 giovani. Cresce anche l’indice di dipendenza, che misura il rapporto tra la popolazione non attiva e quella in età lavorativa, arrivato a 53,49, altro segnale di uno squilibrio generazionale destinato a incidere sempre di più sulla programmazione dei servizi e del welfare cittadino.
Popolazione sempre più anziana
A Lissone oltretutto l’indice di ricambio tra coloro che stanno per uscire dalla popolazione in età attica e coloro che vi stanno per entrare è di 156,28 e significa che la popolazione in età lavorativa è molto anziana.
L’invecchiamento emerge anche osservando la vita quotidiana della città. Sono 2.898 gli anziani con più di 65 anni che vivono da soli, pari al 6,15% dell’intera popolazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne, conseguenza della maggiore aspettativa di vita femminile. È un dato che racconta una nuova realtà sociale e che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare i servizi di assistenza, le reti di vicinato e le politiche contro la solitudine. Parallelamente cambia anche il volto delle famiglie. Le famiglie anagrafiche salgono a 21.530, ma diminuisce il numero medio dei componenti, sceso a 2,2 persone. Oltre un terzo dei nuclei familiari è composto da una sola persona e quasi due famiglie su tre hanno uno o due componenti.
Una fotografia molto diversa da quella di qualche decennio fa, quando erano le famiglie numerose a rappresentare il modello prevalente.
ll cambiamento riguarda anche la natalità. L’età media delle madri continua infatti ad aumentare e nel 2025 raggiunge i 33,5 anni. Più dell’80% delle donne che hanno avuto un figlio ha superato i trent’anni e il 43% ha almeno 35 anni. Un fenomeno ormai consolidato, che riflette scelte di vita sempre più orientate a posticipare la maternità per motivi lavorativi, economici e sociali e che ormai riguarda anche gli stranieri (pur restando ancora in media più giovane). Accanto a questi fenomeni cresce anche il peso della componente straniera, oggi pari a 4.487 residenti, il 9,52% della popolazione complessiva. Nemmeno questo contributo riesce però ormai a compensare la diminuzione delle nascite e il progressivo invecchiamento della popolazione. Un altro elemento da osservare è l’emigrazione della popolazione: nel 2024 la maggioranza dei lissonesi emigrati all’estero ha scelto un paese dell’Unione Europea (Francia, Germania e Spagna), mentre un 22% ha scelto il continente americano con maggioranza in Argentina, Stati Uniti e Brasile.