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A Monza le case di Comunità «traslocano»

Dei tre luoghi già individuati ne è stato confermato uno. A Lissone verrà inaugurata tra poco

A Monza le case di Comunità «traslocano»
Attualità Monza, 04 Dicembre 2022 ore 18:00

Nelle intenzioni di chi le ha volute - i vertici di Regione Lombardia - dovrebbero costituire un potenziamento del servizio di presa in carico dei pazienti. Certo è che, se alcune Case di Comunità sono già state inaugurate, per altre si dovrà pazientare.

A Monza le case di Comunità «traslocano»

E’ il caso di Monza dove la Giunta guidata da Paolo Pilotto insediatasi ufficialmente a luglio ha voluto rivedere la collocazione di due delle tre strutture socio-sanitarie previste. La precedente Amministrazione aveva individuato tre luoghi nei quali andare a istituire altrettante Case di comunità: l’ex Ospedale vecchio di via Solferino, l’ex Commissariato di viale Romagna (struttura di proprietà della Fondazione Bellani) e uno spazio all’interno dell’ex Cotonificio Cederna, oggetto di un più ampio piano di recupero.

Sulla collocazione l'assessore non si sbilancia

«Stiamo lavorando per migliorare la loro dislocazione sul territorio - ha spiegato l’assessore al Welfare e Salute Egidio Riva - Abbiamo ritenuto opportuno confermare la collocazione all’interno dell’Ospedale vecchio, mentre stiamo rivedendo le altre due». Sulla collocazione precisa l’assessore preferisce non sbilanciarsi, «perché non c’è ancora l’accordo formale. Posso però dire che una rimarrà nel quartiere Cederna, mentre l’altra sarà più vicina a San Rocco. L’obiettivo è di offrire servizi di prossimità in sinergia coi Servizi sociali, arrivando a erogare anche servizi di natura pediatrica».

La situazione a Lissone

Per quanto riguarda Lissone è previsto l’arrivo di una Casa di comunità, all’interno dell’ospedale di via Don Bernasconi. Come ha precisato l’assessore ai Servizi sociali Ignazio Lo Faro, l’apertura è prevista entro la fine dell’anno.

Intanto, a luglio dello scorso anno, è stato tuttavia avviato l’ambulatorio dell’infermiere di famiglia, sempre nel medesimo spazio. Spazio in cui sono impegnati due infermieri di famiglia che oltre a recarsi – se necessario – al domicilio del malato, forniscono al paziente, in ambulatorio, prestazioni tecnico-infermieristiche e di educazione sanitaria: dall’iniezione e infusione di farmaci specifici, alla medicazione avanzata semplice, alla rimozione dei punti, alla terapia educazionale del diabetico e di pazienti con altre patologie nutrizionali.

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