L'appuntamento

A Monza nasce il festival dell’educazione affettiva: “Teniamoci stretti”

Sabato 13 giugno al LibertHub eventi per tutte le età tra educazione sessuoaffettiva, prevenzione della violenza e inclusione

A Monza nasce il festival dell’educazione affettiva: “Teniamoci stretti”

A Monza nasce il primo festival dedicato all’educazione affettiva, alle relazioni e alla cura delle persone.

A Monza nasce il festival dell’educazione affettiva: “Teniamoci stretti”

In un momento storico in cui l’educazione all’affettività e alle relazioni è sempre più al centro del dibattito pubblico, mentre istituzioni, famiglie e professionisti si interrogano sulle sue modalità e sul suo valore educativo, ma in cui educare alle emozioni, alle relazioni e alla cura reciproca appare anche sempre più urgente, a Monza nasce “Teniamoci stretti (che c’è vento forte)”, il piccolo festival gioioso di educazione affettiva che si terrà sabato 13 giugno 2026 presso il LibertHub.

L’idea e il comitato scientifico

Ideato da Francesca Nava, docente, educatrice sessuale e divulgatrice, il festival nasce dalla consapevolezza che l’educazione alle emozioni, alle relazioni, al consenso, al rispetto delle differenze e alla consapevolezza del proprio corpo rappresenti oggi una delle grandi urgenze educative del nostro tempo. Temi fondamentali per la crescita delle persone che troppo spesso faticano a trovare spazio nei percorsi formativi delle giovani generazioni, lasciando famiglie, educatori e ragazzi privi di strumenti adeguati per affrontare la complessità della vita affettiva e relazionale.

A garantire la qualità scientifica e pedagogica della proposta è inoltre il Comitato Scientifico del festival, organismo di indirizzo e supervisione culturale composto da professioniste e professionisti impegnati nei campi dell’educazione, della formazione e delle scienze umane. Il Comitato Scientifico è composto da Oscar Innaurato, Ambra Ghezzi, Alessandra Beretta, Giulia Marchese e Margherita Motta. Attraverso il proprio contributo, il Comitato accompagna la progettazione dei contenuti e delle attività del festival, assicurandone il rigore educativo, l’approccio interdisciplinare e l’attenzione ai temi dell’affettività, delle relazioni, dell’inclusione e del benessere delle persone.

Proprio per questo motivo prende forma un progetto culturale innovativo e coraggioso, capace di mettere in dialogo professionalità diverse, associazioni, educatori, artisti e cittadinanza attorno a una domanda semplice ma urgente: come possiamo imparare a volerci bene, rispettarci e costruire relazioni sane?

Il sostegno del Comune e la rete territoriale

L’iniziativa è fortemente sostenuta e patrocinata dal Comune di Monza, che ha scelto di accompagnare e valorizzare un progetto unico nel panorama territoriale, riconoscendone il forte valore educativo, sociale e culturale.

Il festival è promosso da una rete di realtà che da anni operano sul territorio sui temi dei diritti, dell’inclusione, della salute e del benessere delle persone. Tra queste Brianza Oltre l’Arcobaleno, CADOM Monza, CSV Monza Lecco Sondrio, Italy Needs Sex Education, MonzaCanta, Mica Macho, Peso Positivo, Papà Chiacchiere e Fornelli e ARCI Scuotivento, capofila del progetto e soggetto coordinatore dell’iniziativa.

Una giornata di incontri, laboratori e confronto

Dalle 9 alle 23 il LibertHub ospiterà una fitta programmazione di laboratori, workshop, talk e momenti di confronto rivolti a tutte le età. Genitori, insegnanti, adolescenti, giovani adulti, nonni e nonne potranno trovare occasioni di approfondimento dedicate all’educazione sessuoaffettiva, alla prevenzione della violenza di genere, alle emozioni, alla genitorialità, alle identità LGBTQIA+, al consenso, alle nuove maschilità, alla percezione del corpo, all’inclusione scolastica e all’impatto dei social media sulla costruzione dell’identità.

Tra gli appuntamenti più significativi figurano il talk promosso da Brianza Oltre l’Arcobaleno dedicato all’educazione LGBTQIA+ e all’inclusione nel contesto scolastico contemporaneo, gli incontri curati da CADOM Monza sulla prevenzione della violenza di genere, gli approfondimenti di Italy Needs Sex Education e numerosi laboratori rivolti a docenti, famiglie e giovani.

Le voci e le testimonianze

“Come docente di scuola primaria monzese sento profondamente la necessità di creare occasioni pubbliche di confronto su temi che riguardano la crescita emotiva e relazionale delle persone – dichiara Oscar Innaurato, presidente di Brianza Oltre l’Arcobaleno – Questo piccolo festival prova a colmare una grande assenza educativa. Finalmente anche Monza ospita uno spazio in cui cittadine e cittadini, genitori, insegnanti e ragazzi possano incontrarsi, riflettere e acquisire strumenti concreti per affrontare le sfide dell’affettività. Sono convinto che da questa giornata molte persone porteranno a casa un autentico nutrimento per l’anima e nuovi spunti per accompagnare le giovani generazioni in percorsi di crescita più consapevoli, inclusivi e rispettosi. Parlare di emozioni, relazioni, consenso e differenze significa investire sul benessere delle persone e sulla qualità della nostra comunità”.

Il Punto Arcobaleno

Durante la giornata sarà inoltre possibile visitare il Punto Arcobaleno, il servizio antidiscriminazioni e di supporto alla comunità LGBTQIA+ nato dalla collaborazione tra il Comune di Monza e Brianza Oltre l’Arcobaleno nell’ambito delle azioni sostenute da UNAR. Per tutta la durata del festival lo spazio resterà aperto al pubblico, offrendo l’opportunità di conoscere direttamente operatrici, operatori e professionisti che mettono gratuitamente a disposizione servizi di ascolto, orientamento, supporto e accompagnamento per le persone LGBTQIA+, le loro famiglie e chiunque si trovi ad affrontare situazioni di discriminazione o fragilità.

Eventi serali tra musica e teatro

La programmazione serale affiancherà riflessione e linguaggi artistici attraverso il talk “Voci che cambiano la scena: il cantautorato femminile tra musica, identità e narrazione”, il dj set di DJ Sofficino, lo spettacolo teatrale “Sette domeniche” e, a chiudere la manifestazione, un evento serale con la cantautrice Giulia Mei, una delle voci più interessanti della nuova scena musicale italiana. Autrice di “Bandiera”, brano divenuto un simbolo di rivendicazione, autodeterminazione e riscatto transfemminista, Giulia Mei porterà al festival la propria esperienza artistica e il proprio sguardo sui temi dell’identità, della libertà e della costruzione di una società più inclusiva.

Un invito alla cura delle relazioni

“Teniamoci stretti (che c’è vento forte)”, titolo ispirato a un verso del poeta Guido Catalano, vuole essere un invito collettivo a riscoprire il valore delle relazioni umane, della cura reciproca e dell’educazione sentimentale come strumenti di crescita individuale e trasformazione sociale. Un progetto innovativo e coraggioso che porta nel cuore della città temi spesso trascurati dal dibattito pubblico e dai percorsi educativi tradizionali, restituendo loro lo spazio che meritano.

L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito. Per partecipare ai laboratori è necessaria l’iscrizione preventiva.