Attualità
Contro ogni guerra

A Muggiò svelata la lapide con il monito dei Reduci della Grande Guerra

Grazie al lavoro dell'Anpi un pezzo di storia locale è stato riconsegnato ai muggioresi con un messaggio di estrema e forte attualità

A Muggiò svelata la lapide con il monito dei Reduci della Grande Guerra
Attualità Monza, 03 Giugno 2022 ore 21:05

E' stata svelata giovedì 2 Giugno sulla parete della cappella del cimitero, la lapide voluta dalla Lega dei Reduci e mutilati della Grande Guerra esattamente 101 anni fa.

Il Covid ha impedito di onorare l'anniversario e il significato della lapide nei tempi giusti. Ma adesso quel pezzo importante di storia locale è stato riconsegnato alla città, grazie al lavoro di Claudio Rendina, 30enne presidente della Sezione muggiorese dell'Anpi con la collaborazione dell'Amministrazione comunale.

Il sindaco Maria Fiorito ha tolto il velo alla lapide insieme a Rendina. All'evento ha partecipato anche don Maurizio Tremolada.

«Volevamo inaugurare la lapide in un momento significativo per questo abbiamo scelto il 2 Giugno - ha detto il sindaco Fiorito - Ancora adesso purtroppo nel cuore dell'Europa si sta combattendo una guerra di cui si parla sempre meno. Noi ne tocchiamo la presenza ogni giorno con i profughi che stiamo accogliendo nelle nostre città».

Nel suo intervento il sindaco ha rivolto il ringraziamento al presidente di Anpi. « Non posso che ringraziare l'Anpi di Muggiò, in particolare Claudio perchè se oggi siamo qui è grazie a lui che ha voluto fare ricerca storica» ha chiosato.

Don Maurizio Tremolada ha letto alcuni stralci della «Lettera a chi lavora nelle Istituzioni della nostra casa comune» del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana.

Il messaggio della lapide «come maledizione alle guerre»

«In questi marmi posti dai concittadini di Muggiò auspice la Lega proletaria fra Mutilati, Invalidi e Reduci di guerra sono incisi i nomi dei Caduti nella Guerra mondiale come voto di fratellanza internazionale come maledizione alle guerre».

Questo è il testo della lapide.

«Il testo letto oggi, in questa fase così drammatica per l'Europa e per il mondo intero è quanto mai attuale - ha detto Rendina - Capite che questa lapide voluta dalla Lega dei Reduci, quindi da chi è sopravvissuto, portando a casa i segni di quello che era stata la guerra, decidendo di dedicare le lapidi ai compagni che non sono tornati a casa "maledicendo la guerra" è un messaggio fortissimo ed è straordinario ancora oggi».

La lapide e «l'attentato fascista a Muggio'»

Quel messaggio «straordinario» contro la guerra, espresso chiaramente nella lapide, come ha spiegato Claudio Rendina nel suo lavoro di ricerca storica «aveva infastidito la campagna politica fascista del 1921».  La lapide era collocata sulla parete del Municipio in via San Rocco.

«Era il Primo maggio 1921, la giornata dei Lavoratori quando a Muggiò arrivarono le camionette dei fascisti da Monza che intimidendo la gente per strada si diressero verso il Comune e con arnesi tentarono di staccare e distruggere la targa» ha spiegato Rendina. Tra grida e tentativi dei muggioresi di porsi a difesa , i fascisti spararono dei colpi, colpendo a morte il 23enne Luigi Paleari, mutilato di guerra.

A Luigi Paleari è dedicata la lapide collocata a Villa Casati grazie al lavoro di ricerca storica di Rendina.

Accanto ai nomi dei Caduti della Prima Guerra mondiale

«Ad oltre un secolo di distanza viene ricostruita e posata a fianco dei Caduti della Prima Guerra mondiale la lapide in loro memoria, scolpita dalla Lega dei Reduci come maledizione alle guerre. Distrutta dai fascisti nel 1921, viene restituita alla cittadinanza. Muggiò 2 Giugno 2022». 

Questo riporta la targhetta con lo stemma del Comune e il simbolo di Anpi sulla lapide con il testo della Lega dei Reduci  restituita alla città.

La collocazione al cimitero della lapide non è stato casuale, è posta accanto alle steli  che riportano gli oltre 60 nomi dei Caduti al fronte, restaurate prima della pandemia insieme ai cippi a loro dedicati lungo il viale della Madonna del Castagno.

 

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