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A scuola di Autodromo... a Indianapolis

L'esperienza formativa per sette studenti monzesi che sono volati in America

A scuola di Autodromo... a Indianapolis
Attualità Monza, 02 Dicembre 2021 ore 14:45

Prosegue il gemellaggio all’insegna dei motori tra Monza e la capitale dell’Indiana. Sette studenti monzesi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con diverse realtà imprenditoriali e formative americane proprio a Indianapolis, città del circuito.

Gemellaggio con Indianapolis

Il percorso formativo nasce nell’ambito dei progetti del gemellaggio tra le due «città della velocità», Monza e Indianapolis, partendo da un’identità comune: la presenza dei due circuiti più antichi della storia dell’automobilismo, l’Indianapolis Motor Speedway, costruito nel 1911 e l’Autodromo Nazionale di Monza che l’anno prossimo taglierà il traguardo dei cent’anni. «Un accordo di gemellaggio può rivelarsi un’operazione virtuosa e recare molti benefici ad una comunità: integrazione, unione tra persone di Paesi diversi, condivisione dei problemi, scambio di opinioni. Quando il sistema funziona, tutto questo si traduce in vantaggi concreti. Come dimostra l’esperienza del viaggio di sette nostri ragazzi a Indianapolis». Con queste parole il sindaco Dario Allevi ha spiegato il significato dell’esperienza di sette studenti monzesi nella capitale dell’Indiana nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Console Generale degli Stati Uniti Robert Needham.

La formazione

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Questa esperienza all'estero che si è appena conclusa per sette monzesi rappresenta un valore aggiunto per la formazione degli studenti. «Con questo progetto abbiamo pensato di offrire ai nostri studenti occasioni di incontro con realtà imprenditoriali nell’ambito di questi settori che in prospettiva potrebbero rappresentare importanti sbocchi professionali - ha spiegato anche l'assessore Federico Arena - Il confronto con mondi diversi dai nostri è fondamentale per far conoscere ai giovani i percorsi di formazione in linea con le loro aspirazioni e le opportunità offerte da un mercato del lavoro in cui i confini geografici non esistono più. È un’opportunità formativa concreta per i nostri studenti. Fare un’esperienza negli States significa avere la possibilità di dare un valore aggiunto al proprio curriculum».

La collaborazione con Indianapolis

Lo scambio culturale tra studenti monzesi e americani è stato possibile grazie al progetto delle «Sister Cities», un’organizzazione nata nel 1956 con lo scopo di promuovere collaborazione tra popoli diversi e lontani. Sono sette (sei ragazzi e una ragazza) gli studenti monzesi che, dal 17 al 24 novembre, hanno partecipato al progetto di scambio culturale a Indianapolis, iscritti al Politecnico di Milano, all’Università degli studi di Bergamo, alla IULM e all’Università di Bologna. Si tratta di Andrea Amico (Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Aerospaziale laurea triennale), Andrea Orlando (Università degli studi di Bergamo, facoltà di Ingegneria Meccanica laurea magistrale), Sara Colombo (Libera Università di Lingue e Comunicazione - IULM, facoltà Comunicazione media e pubblicità laurea triennale), Pietro Galimberti (Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Gestionale, laurea triennale), Riccardo Motta (Università di Bologna, Organizzazione e Gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie), Giuseppe Sebastiano Manzo (Politecnico di Milano, Ingegneria dell’automazione laurea magistrale) e Marco Schifone (Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Aerospaziale laurea triennale).

Il programma

L'esperienza è stata all'insegna del motorsport come si accennava, ma anche della tecnologia. Il progetto formativo prevedeva l’incontro con alcune esperienze sportive e imprenditoriali di qualità della realtà di Indianapolis. La prima «tappa» del «tour» è stata la visita agli stabilimenti di due squadre automobilistiche della «IndyCar Series» cui è seguita la visita all’azienda emiliana «Dallara» che nel 2012 ha aperto a due passi dal mitico catino americano il «Dallara Indy Factory», un importante centro di ricerca e sviluppo. E, poiché oggi il mondo dei motori è strettamente collegato a quello delle tecnologie, gli studenti hanno visitato il «16 Tech», il distretto dell’innovazione di Indianapolis. Non sono mancati i confronti con gli studenti dell’University of Indianapolis e della Marian University e la possibilità di visitare la città, alla scoperta della storia americana.

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