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Abbattevano illecitamente uccelli protetti e li rivendevano ai ristoranti: 139 bracconieri denunciati

Padre e figlio sono stati sorpresi mentre uccidevano esemplari di avifauna particolarmente protetta, trovati con 500 carcasse spiumate e surgelate in casa.

Abbattevano illecitamente uccelli protetti e li rivendevano ai ristoranti: 139 bracconieri denunciati
Attualità Brianza, 07 Novembre 2021 ore 10:08

Operazione “Pettirosso 2021”: i Carabinieri Forestali hanno presidiato le rotte migratorie lungo le prealpi lombardo-venete a salvaguardia dell’avifauna di passo. I controlli hanno portato alla denuncia di 139 bracconieri con il sequestro dei dispositivi illegali di cattura, fucili e 3336 esemplari di avifauna catturati e abbattuti illegalmente. Grazie al loro intervento è stato però possibile salvare decine di migliaia di esemplari che, altrimenti, avrebbero fatto la stessa fine nelle prossime settimane.

Operazione antibracconaggio dei Carabinieri Forestali

Si è da poco conclusa l’operazione antibracconaggio dei Carabinieri Forestali denominata “Pettirosso”, coordinata dal Reparto Operativo - SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del Raggruppamento Carabinieri CITES in sinergia con i Gruppi Carabinieri Forestali di Brescia, Bergamo e Mantova e l’apporto di un’unità cinofila addestrata alla ricerca di armi, munizioni, strumenti di cattura, richiami acustici, fauna selvatica.

Le prealpi lombardo-venete, per la propria posizione geografica, sono uno snodo fondamentale lungo le rotte migratorie dei piccoli uccelli (passeriformi), che si spostano dalle aree di nidificazione dell’Europa settentrionale verso quelle di “svernamento” del bacino del Mediterraneo e del continente africano, costituendo una ricchezza inestimabile in termini di biodiversità. Una concentrazione imponente di uccelli che stremati dalle lunghe distanze percorse sono particolarmente vulnerabili, in particolare sui valichi montani che costituiscono un “collo di bottiglia” per la migrazione, diventando oggetto di intenso bracconaggio, con gravi ripercussioni sui sistemi ecologici. Si tratta di specie protette e particolarmente protette dalle leggi nazionali e da convenzioni internazionali poiché fortemente minacciate.

A difesa del flusso migratorio, pattuglie dei Carabinieri forestali hanno effettuato un capillare controllo del territorio bresciano, bergamasco e mantovano.

Denunciate 139 persone

L’attività operativa svolta ha portato alla denuncia di 139 persone per reati perpetrati contro l’avifauna selvatica, un arresto per detenzione di arma clandestina e al sequestro di 3336 uccelli, di cui 884 esemplari vivi e 2452 esemplari morti, tra cui numerose specie non cacciabili e specie particolarmente protette, tutti catturati o abbattuti in modo illecito. Sono stati, inoltre, sequestrati 673 dispositivi di cattura illegale, 99 fucili e 5294 munizioni. La maggior parte dei sequestri sono stati eseguiti nella provincia di Brescia all’esito anche dei numerosi controlli venatori posti in essere dalle Stazioni del locale Gruppo Carabinieri Forestale.

I reati ipotizzati

I reati principali che sono stati ipotizzati sono: furto aggravato di fauna selvatica in quanto bene indisponibile dello Stato, ricettazione, contraffazione di pubblici sigilli, uso abusivo di sigilli destinati a pubblica autenticazione, maltrattamento e uccisione di animali, detenzione non consentita di specie protette e particolarmente protette, uccellagione, esercizio della caccia con mezzi vietati, porto abusivo di armi.

Gli strumenti illegali utilizzati dai denunciati

Tra gli strumenti illegali utilizzati dai bracconieri sono stati trovati i richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, le reti da uccellagione, le gabbie-trappola o, nei casi peggiori, archetti e trappole metalliche in grado di imprimere gravi sofferenze alla fauna lasciata viva e agonizzante per ore.

A Mantova padre e figlio cacciavano fauna protetta

Nel corso dei servizi sono stati effettuati diversi interventi. In particolare in provincia di Mantova, sono stati sorpresi padre e figlio che stavano esercitando attività venatoria con l’utilizzo di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, abbattendo esemplari di avifauna particolarmente protetta. Nell’abitazione dei due sono stati rinvenuti oltre 500 esemplari di avifauna congelati e spiumati, afferibili a specie particolarmente protette con anello identificativo contraffatto e 2380 munizioni.

A Brescia cacciatore utilizzava un'arma fai da te

In provincia di Brescia è stato effettuato un arresto per detenzione di arma clandestina, costruita artigianalmente e rinvenuta dall’unità cinofila “Africa”; sono stati sequestre 800 cartucce, il materiale necessario ad assemblare armi clandestine e decine di esemplari di avifauna abbattuta illegalmente.

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