Seregno

Aeb non si arrende e ricorre in Cassazione

Prosegue la battaglia legale dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato contro le «nozze» con A2A. Dibattito in Consiglio

Aeb non si arrende e ricorre in Cassazione
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Aeb ha promosso il ricorso in Cassazione e un'azione di revocazione contro le sentenze del Consiglio di stato che hanno bocciato l'aggregazione fra Aeb e A2A.

Aeb non si arrende e ricorre in Cassazione

La notizia è emersa nel Consiglio comunale di mercoledì 23 dicembre, durante il quale l'assessore alle Partecipate, Roberto Marini, ha riferito il contenuto dell'assemblea dei soci di Aeb convocata il giorno stesso. Nell'assemblea (che ha approvato la sostituzione di un consigliere di amministrazione espresso dal socio privato A2A) il presidente di Aeb, Loredana Bracchitta, ha spiegato che l'Azienda non ritiene corrette le sentenze e che sotto il profilo civilistico l'operazione non è messa in discussione perché la legge tutela le società nei confronti di terzi decorso un certo termine dopo la registrazione nel Registro delle imprese. Lo sostiene il professor Bianchi, docente dell'Università Bocconi, nel parere tecnico pro veritate richiesto dall'Azienda.

"Il professor Bianchi ha rassicurato i soci perché l'annullamento della delibera consiliare con l'approvazione dell'aggregazione industriale (ordinato dal Consiglio di Stato, ndr.) non ha nessun effetto sulla validità dell'operazione - ha concluso l'assessore - A gennaio incontreremo tutti i comuni soci che potranno essere informati sulle nostre valutazioni in ordine all'azione amministrativa per l'ottemperanza alle sentenze".

Critiche dalla minoranza

Critiche dalla minoranza, a cominciare da Tiziano Mariani di Noi per Seregno: "Rimango basito, il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti la giurisdizione e non può entrare nel merito. Ed è folle che sulla vicenda si esprima il professore di un'università e il suo presidente è indagato per corruzione. E chi sono gli altri indagati di A2A? Fuori i nomi".
Ilaria Cerqua di Forza Italia ha chiesto se "il Cda pieno di indagati è rimasto in assemblea, è la stessa situazione del sindaco Rossi", poi ha frenato gli entusiasmi sui risultati dell'ultima trimestrale: "I risultati attesi non contano, occorre un rapporto serio sulla differenza rispetto allo stesso periodo precedente all'aggregazione. I dividendi? Polvere negli occhi, bisogna vedere gli utili".
"Fatico a capire come le sentenze non inficiano sull'operazione", la chiosa di Stefano Casiraghi, consigliere del Carroccio, mentre nelle fila della maggioranza Agostino Silva (capogruppo di Scelgo Seregno) ha richiamato nella vicenda i "principi giuridici di non univoca interpretazione", prima di rispondere così all'obiezione di Tiziano Mariani in merito al parere espresso dal docente universitario: "Perché è indagato il presidente, a sua volta non può esprimere liberamente il proprio pensiero sulla scorta di studi e competenze maturate?".

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