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Una famiglia speciale

Agliate, nel presepe vivente Gesù Bambino ha sette fratelli

Sarà una numerosa famiglia di Inverigo la protagonista della sacra rappresentazione.

Agliate, nel presepe vivente Gesù Bambino ha sette fratelli
Attualità Caratese, 12 Dicembre 2021 ore 14:00

A tenere compagnia al piccolo Gesù nella grotta naturale del parco alle spalle della basilica di Agliate, non ci saranno solo l’asinello e il bue ma anche... sette fratelli.

Agliate, nel presepe vivente Gesù Bambino ha sette fratelli

La sacra famiglia dell’edizione 2021 del Presepe vivente avrà i volti di mamma Elena, di papà  Paolo  e... della piccola Maria, tre mesi, l’ultima nata in casa Serrao che vestirà i panni del Bambinello.
Una storia nella storia perché Elena Carcano, 43 anni, e il marito Paolo (44) hanno già impersonato Maria e Giuseppe nelle Natività viventi a Inverigo, comune dove risiedono.
E ora, il prossimo 26 dicembre, l’esordio nell’attesissima rappresentazione di Agliate.
"Tutto è nato attraverso la proposta della moglie di un professore di uno dei miei figli – racconta Elena, fisioterapista e ora casalinga e mamma a tempo pieno – Siamo stati molto contenti di accettare e siamo anche un po’ emozionati. Del resto, non diciamo mai “no” ad una cosa bella. E’ questa del presepe vivente è una cosa bella".

Anche perché la vita di Elena e Paolo è decisamente all’insegna della fede e dell’impegno nel sociale.
"Facciamo parte della comunità di Comunione e liberazione, siamo attivi nella vita parrocchiale di Inverigo e in precedenza sia io sia mio marito siamo stati impegnati a supportare le famiglie con figli disabili – racconta ancora Elena – La fede, Gesù, fanno parte della nostra vita e l’esperienza dell’Eucarestia alla domenica è un’esperienza vissuta: non andiamo in chiesa come se dovessimo timbrare un cartellino settimanale".

Una famiglia speciale

Una vita caratterizzata dalla fede e dall’impegno nel sociale, impreziosita dalla presenza in casa di otto figli:  Benedetta, 15 anni, Maria Maddalena, 14, Elisabetta, 12. Poi i tre «maschietti» Giacomo (10), Andrea (8), Emmanuele (7) e, infine, Irene, 4 anni prima della nascita dell’ultimogenita, Maria di tre mesi.
Una situazione familiare «strana» o «singolare» solo per chi la vede fuori. Di certo non per i protagonisti.
"Anche se il più fortunato è mio marito, tecnico ortopedico, operativo tra la Brianza e Milano: esce di casa alle 7 del mattino e rientra alle 7 di sera. Considerando che poi, tra le 21 e massimo le 22,30 si va tutti a letto, a lui in fondo va di lusso – scherza Elena – Io invece, lavo, stiro, pulisco casa e cucino".

Mamma Elena sgombra il campo da equivoci: "Mia madre ha cresciuto 11 figli e io volevo essere felice esattamente come lo è stata lei nell’educare me e i miei fratelli. Certo, a volte si fa un po’ fatica, ma fortunatamente, oltre ai parenti possiamo contare su tanti amici e sugli altri genitori a scuola. Ci si dà una mano tutti".
Il resto della quotidianità è data da alcune cose apparentemente singolari (specie oggigiorno) e da altre umanamente e logisticamente comprensibili.

"Abbiamo una casa abbastanza grande e dunque alla sera riusciamo sempre a mangiare tutti insieme, senza necessità di fare dei “turni” per sederci a tavola, ma sia chiaro: si mangia tutti la stessa cosa e si ringrazia per quello che c’è nel piatto. Se qualcosa non va, si salta, non si cambia menù...".
Prima, durante e dopo senza televisione: "Non l’abbiamo e lo stesso per la tecnologia. Leggiamo tutti molto e comunque massimo alle 22,30 in casa non vola più una mosca".

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