Nel 2020

Agliate sommersa da fango e sassi: "Non fu colpa delle piante rimosse"

Il Parco cita la relazione sui lavori eseguiti alle Fontanelle: "Senza quell’intervento danni gravissimi".

Agliate sommersa da fango e sassi: "Non fu colpa delle piante rimosse"
Attualità Caratese, 01 Agosto 2021 ore 18:00

Il nubifragio che nell’estate 2020 riversò mezzo metro di fango e ghiaia sull’abitato della frazione di Agliate? Non fu colpa dell’abbattimento delle piante nell’area delle Fontanelle. Anzi, "non fossimo intervenuti a rimuovere quelle alberature, che stavano collassando, oggi parleremmo di ben altri danni".

Agliate sommersa da fango e sassi: Marco Ciceri: "Non fu colpa delle piante rimosse"

A dirlo è Marco Ciceri, neo eletto presidente del Parco regionale della Valle Lambro, in una nota che ha fatto seguito alle considerazioni espresse sul Giornale di Carate dai residenti della frazione che l’11 luglio di un anno fa, dopo il violento nubifragio che nel pomeriggio colpì la zona, furono costretti a ripulire detriti e cumuli di terra e acqua trascinati a valle dal rondò di Verano e che finirono per riempire scantinati e locali.
La riprova della necessità degli abbattimenti delle piante pericolanti nella relazione che Dante Spinelli, agronomo con studio a Sovico, estensore del progetto di miglioramento forestale e direttore dei lavori effettuati all’interno del Parco Fontanelle, mise nero su bianco lo scorso novembre. Un parere tecnico che fece seguito alla segnalazione di eventuali dissesti causati proprio dagli interventi ricompresi nel progetto denominato «Salvafrog» del Parco Valle Lambro finalizzato a ripristinare una corretta copertura arborea e arbustiva lungo la sponda sinistra rispetto alla roggia che fuoriesce dal cimitero di Carate Brianza.

"Senza quell’intervento danni gravissimi"

"Mi riferisco in particolare al nesso di causalità, ed in ultima analisi alla responsabilità, attribuita ai lavori di abbattimento delle piante pericolanti da parte del Parco nel quadro degli interventi previsti dal più ampio progetto denominato Saltafrog - spiega il presidente Ciceri - Da quanto ho avuto modo di riscontrare, durante il sopralluogo che venne effettuato nell'immediatezza del nubifragio, con i tecnici dei Comuni (Carate e Verano, ndr), non si è riscontrata alcuna frana, né cedimento spondale o erosione superficiale nelle aree interessate dall'abbattimento delle piante. Anzi, come chiaramente evidenziato dalle relazioni di progetto, le piante interessate dall'abbattimento erano in procinto di collassare al suolo e se il Parco non fosse intervenuto oggi parleremmo di ben altri danni", ha puntualizzato.

La relazione dell'agronomo e i lavori

Secondo la relazione dell’agronomo, i lavori affidati all’azienda agricola «Cattaneo srl» di Valbrembo (Bergamo) iniziarono nel mese di dicembre 2019. Con regolare istanza di taglio e verbale di contrassegnatura venivano poi individuate 160 piante da abbattere, principalmente robinie, "morte in piedi o in fase di deperimento" oltre ad alcuni esemplari di acero. A fine lavori - il 28 gennaio 2020 - era stata definita poi la messa a dimora di ben 210 alberi e 90 arbusti e qualche mese più tardi, il 9 novembre 2020, l’agronomo effettuò un sopralluogo di verifica dell’area constatando che "non risulta nessun tipo di fenomeni erosivi o di instabilità in corso o avvenuti negli ultimi mesi".

"Si evidenzia inoltre - scriveva nella relazione Spinelli - che nelle aree ove si è intervenuto a effettuare gli abbattimenti degli alberi è presente una adeguata coperture vegetale, sia di alberi e arbusti rimasti che del cotico erboso. Si evidenzia invece fenomeni erosivi delle sponde della roggia presente lungo la strada campestre, roggia e strada campestre che non sono state oggetto dell’intervento sopra citato. Si rileva quindi che non solo gli interventi forestali sono stati effettuati correttamente senza danneggiare il soprassuolo e il suolo, senza creare alterazioni permanenti ai luoghi, senza per altro comportare situazioni di rischio o pericolo. Anzi si deve evidenziare che la rimozione di piante morte o pericolose, come quelle abbattute con i lavori di cui sopra, ha permesso di ridurre eventuali fattori di rischio aggiuntivi sull’area".

La questione risarcimenti

Diversa la vicenda dei risarcimenti, non ancora riconosciuti ai residenti danneggiati perché non imputabili all’ente, ma frutto di un "evento imprevedibile" come il nubifragio secondo la compagnia assicurativa del Comune: "Sono questioni che riguardano direttamente l’ente comunale e la compagnia che ne copre i rischi di responsabilità civile", ha puntualizzato il presidente del Parco.

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