Girato a Monza

Al Festival del Cinema di Venezia l'anteprima del docufilm sul Paese Ritrovato

Il documentario, che ha per protagonisti gli ospiti della struttura monzese, andrà in onda giovedì 21 settembre in seconda serata su Rai3

Al Festival del Cinema di Venezia l'anteprima del docufilm sul Paese Ritrovato
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“La sfida all’Alzheimer” irrompe al Festival Internazionale del Cinema di Venezia: giovedì 7 settembre 2023 dalle ore 12:00 alle ore 13.30 presso lo Spazio Incontri (Panel Area) dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia sarà proiettato in anteprima il docufilm "La Memoria delle Emozioni" prodotto da Libero Produzioni in collaborazione con RAI Documentari e girato all'interno de "Il Paese Ritrovato" di Monza. Si tratta del primo Villaggio Alzheimer costruito in Italia; un luogo in cui le persone diventano parte attiva di una comunità, la relazione parte della cura, gli spazi esterni e i punti di interesse aspetti fondamentali per garantire una vita attiva agli ospiti, secondo le loro abitudini.

Al Festival del Cinema di Venezia l'anteprima del docufilm sul Paese Ritrovato

Il documentario, che andrà in onda anche su Raitre il 21 settembre, Giornata Mondiale dell'Alzheimer, in seconda serata, vede la partecipazione di Francesca Fialdini, Marco Trabucchi, Giulio Scarpati, Diego Dalla Palma ed Enrico Ruggeri ed è scritto da Marco Falorni (che è anche regista) e Andrea Frassoni.

La vita degli ospiti del villaggio

In esso sono raccontate le vicende di chi ogni giorno ha a che fare con questa malattia e, nonostante le difficoltà e i momenti di sconforto, dimostra un approccio positivo alla vita. Sono le storie di Annamaria, Sante, Angelina, Antonella, uomini e donne che vivono al Paese Ritrovato, fondato da La Meridiana Società Cooperativa Sociale.

Rai Documentari ha voluto fortemente questo documentario - dichiara il Direttore Fabrizio Zappi – perché riflette con una speciale nitidezza la funzione di servizio pubblico che questa  Direzione svolge, raccontando storie che aiutano il pubblico a comprendere con fiducia e serenità la complessità del reale, che in questo caso assume i contorni di un male che colpisce la memoria di un individuo, la sua identità, e che sconvolge drammaticamente le famiglie del malato, soprattutto quelle meno attrezzate a gestire l’emergenza. In occasione della Giornata Mondiale dedicata all’Alzheimer speriamo di proporre al pubblico televisivo un racconto che oltre a far conoscere la malattia dimostri come sia possibile accompagnare adeguatamente il malato e le sue famiglie in un percorso sì doloroso, ma non per questo privo delle emozioni e dei sentimenti che danno un senso alla vita di tutti noi.”

Non un film, ma un viaggio nella malattia

La Memoria Delle Emozioni è un viaggio alla scoperta dell’Alzheimer, un racconto scarico di umanità che coinvolge una voce autorevole come quella del professore Marco Trabucchi e personalità conosciute come l’attore Giulio Scarpati autore del libro “Ti ricordi la Casa Rossa?” libro che descrive l’esperienza dell’Alzheimer vissuta da sua madre.  Diego Dalla Palma celebre esperto d’immagine che racconta con sentimento ed emozione la propria vicenda familiare e personale.

Con le musiche di Enrico Ruggeri

Tra i protagonisti del documentario c’è anche Enrico Ruggeri con la sua musica. Ruggeri, infatti, proprio al Paese Ritrovato ha ambientato il videoclip del suo ultimo brano Dimentico, realizzato da Libero Produzioni e ispirato ad una persona con Alzheimer. Nel documentario vedremo il backstage del video dove i residenti ospiti della struttura, da veri protagonisti, hanno messo a disposizione il loro volto e il loro talento davanti alla cinepresa.

Roberto Mauri "Il docufilm parlerà alle coscienze di tanti cittadini"

“E’ sicuramente un riconoscimento prestigioso – afferma Roberto Mauri, Presidente della Cooperativa La Meridiana  - che il Festival del Cinema di Venezia presenterà il docufilm La Memoria delle Emozioni dedicato all’Alzheimer e all’esperienza del Paese Ritrovato. Siamo grati a RAI Documentari e a Libero Produzioni per aver realizzato e prodotto il documentario che andrà in onda il 21 settembre su RAI 3 in seconda  serata. Il docufilm parlerà alle coscienze di tanti cittadini che avranno modo di conoscere la complessità delle situazioni provocate dall’Alzheimer. Al tempo stesso si potrà constatare che possiamo convivere con una malattia così terribile se messi in condizioni di mantenere, per quanto possibile, una certa qualità di vita. Inoltre il documentario propone l’esperienza del Paese Ritrovato che rappresenta una vera e propria rivoluzione nella cultura della cura.”

I numeri dell'Alzheimer

Nel mondo, circa 50 milioni di persone soffrono di demenza e ogni anno si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi. Due persone su tre affette da demenza vivono in paesi a basso e medio reddito. La malattia di Alzheimer è la più comune forma di demenza.

Insorge più frequentemente dopo i 65 anni di età e colpisce più spesso le donne. Come tutte le forme di demenza comporta un progressivo decadimento delle funzioni cognitive, a cominciare dalla memoria. L'OMS stima che la Malattia di Alzheimer e le altre demenze rappresentino la 7^ causa di morte nel mondo.

In Italia secondo stime dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) circa 1.100.000 persone soffrono di demenza (di cui il 50-60% sono malati di Alzheimer, circa 600 mila persone).

La prevenzione e il ruolo de "La Meridiana"

Con il numero di persone che vivono con demenza destinato a quasi triplicare entro il 2050, non è mai stato così importante riconoscere i fattori di rischio associati alla demenza e adottare misure proattive verso la riduzione del rischio.

La Meridiana Società Cooperativa Sociale da oltre 40 anni è impegnata sul territorio a fianco delle persone con fragilità e delle loro famiglie. La cura della persona con demenza si pone come impegno a lungo termine che progressivamente obbliga alla ricerca di soluzioni articolate di fronte a bisogni via via più complessi. Il carattere degenerativo e progressivo della malattia e il suo perdurare negli anni comportano infatti una disabilità psichica e fisica e provocano nel tempo un coinvolgimento in senso patologico anche del nucleo familiare.

Diventa necessario quindi praticare un approccio multidisciplinare e multidimensionale, attraverso la messa in rete delle professionalità necessarie alla presa in carico delle persone con demenza e favorire e sostenere l’accessibilità e fruibilità dei servizi preposti alla presa in carico. Le persone accolte al Paese Ritrovato diventano parte attiva di una comunità, si muovono liberamente nell'ambiente e pianificano in modo autonomo la propria giornata. La relazione diventa parte attiva della cura.

La percezione dei residenti: “non siamo in una struttura sanitaria”

Dalle opinioni dei residenti il villaggio è vissuto come un contesto di coesione sociale, di indipendenza nelle scelte ma non come un luogo di “cura”. I fattori che incidono su tale percezione sono sia ambientali, che organizzativi e relazionali.
In particolare, il residente non è mai oggetto passivo di cure ma attore fattivo della propria vita, può muoversi liberamente, scegliere come passare la giornata ed i propri ritmi.

Questi dati mettono in luce quanto la modalità residenziale “villaggio per la demenza” favorisca una buona qualità di vita percepita laddove ad una pianificazione ambientale innovativa si associ una modalità di cura centrata sulla persona.

 

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