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L'impresa

Ama il suo lavoro e nel tempo libero corre al Tor des Geants: la caposala di Carate si racconta

La manifestazione sportiva si è tenuta in Val d'Aosta. Patrizia Pensa si è classificata ottava tra le donne. Due anni fa si era piazzata sesta, l’anno scorso quinta.

Ama il suo lavoro e nel tempo libero corre al Tor des Geants: la caposala di Carate si racconta
Attualità Caratese, 13 Ottobre 2022 ore 15:10

Infermiera dal 1989, con un passato anche al San Gerardo di Monza e oggi coordinatrice della Medicina all'ospedale di Carate. E' Patrizia Pensa che in occasione del suo ultimo grande risultato al Tor des Geants, racconta le fatiche di questa impresa sportiva. Ma anche le grandi motivazioni che l'hanno spinta a partecipare a questa manifestazione sportiva, così come quelle che la guidano da oltre 30 anni nell'altra sua grande passione, il suo lavoro.

Ama il suo lavoro e nel tempo libero corre al Tor des Geants: la caposala di Carate si racconta

“Oggi, dopo oltre trent’anni, continuo ad amare questo lavoro” è la sua premessa. Pensa tra tre anni andrà in pensione "Certamente mi mancherà molto il mio lavoro e forse mi mancheranno di più le donne e gli uomini con cui ho lavorato con impegno e passione, tutti questi anni a Carate” - ha aggiunto.

Una donna di grande forza, soprattutto mentale. La stessa forza che quest'anno l'ha portata a piazzarsi nei primi dieci della gara di una rail, il Tor des Geans. Si tratta di una competizione per runner di carattere: si sviluppa interamente in Val d’Aosta, con partenza e arrivo da Courmayeur.

Il giro dei giganti, una competizione di carattere

Trecentotrenta km con 24.000 metri di dislivello, da correre in una sola tappa, attraverso sentieri di montagna e alta montagna, a velocità libera e in un tempo limite di 150 ore, con diversi punti di assistenza prestabiliti dove mangi qualcosa e ti riposi.

“Poco – racconta Patrizia – perché il bello, ogni volta, è raggiungere e superare il traguardo”.

Lei partecipa al Tor des Geants dal 2009: non tutti gli anni, ma quasi, ritagliandosi un pezzo di ferie e distraendosi per qualche giorno dal suo ospedale. Per esserci. Ed è successo, anche quest’anno.
Da una ventina di giorni è tornata dalla Val d’Aosta e ha ripreso il servizio, a Medicina. I suoi 330 km se li ricorda tutti: li ha fatti in 107 ore (dormendone soltanto tre).

PENSA 1
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PENSA 2 CON LE INFERMIERE DELLA MEDICINA
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PENSA 3
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E' arrivata ottava al Tor des Geants

Si è classificata bene: ottava tra le donne. Due anni fa si era piazzata sesta, l’anno scorso quinta. “L’obiettivo – ricorda la caposala – era arrivare tra le prime dieci. E ce l’ho fatta: obiettivo centrato. In verità, in un paio di occasioni – aggiunge - sono salita anche sul podio”.
Una gara così lunga e con tanto dislivello è unica al mondo: partecipano atleti da ogni continente. Quest’anno sono stati più di 1.000 gli iscritti.
“Le difficoltà maggiori? La gestione del sonno e della fatica. Ci vuole tanta forza mentale”, racconta.

“Ho iniziato a correre una ventina di anni fa: prima le maratone su strada. Poi l’amore per la montagna ha preso il sopravvento (ho partecipato, fra l’altro, anche ad una spedizione sull’Himalaya, raggiungendo gli 8.000 metri). Così – ricorda – ho unito le due cose e nel 2009 mi sono iscritta al mio primo Tor des Geants”.

Da qui a tre anni ci saranno altre sue partecipazioni al Tor des Geants, il “giro dei giganti”.

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