Trent’anni di fatica, fango, tende montate nel cuore della notte, sorrisi regalati durante le emergenze e una presenza costante, silenziosa ma fondamentale. La Protezione Civile di Concorezzo taglia il traguardo dei tre decenni di vita e lo fa con la consapevolezza di chi ha trasformato il desiderio di aiutare in una macchina operativa d’eccellenza. Le celebrazioni per il trentennale sono entrate nel vivo domenica scorsa, 29 marzo. Una delegazione di quasi 30 volontari, guidata dal coordinatore Gianluca Grassi e accompagnata dal sindaco Mauro Capitanio e dalla vicesindaco Laura Della Bosca, è stata ospite del Centro Nazionale della Protezione Civile a Roma. Un momento di confronto tecnico di altissimo livello, seguito da un’emozione profonda in Piazza San Pietro.

I volontari hanno assistito alla messa e all’Angelus, vivendo un momento indimenticabile quando Papa Leone, a bordo della papamobile, è passato a pochi metri da loro, suggellando con un saluto un legame che unisce il servizio al prossimo e i valori della comunità.
Non solo «buona volontà»: l’era degli specialisti

Se nel 1996 il Gruppo muoveva i primi passi con i mezzi degli operai comunali, oggi il volto della Protezione Civile di Concorezzo è profondamente cambiato.
Non solo volontari…
«Vogliamo far passare un concetto chiaro: oggi non siamo più “solo” volontari – spiegano dal Gruppo – Il livello si è alzato tanto. La formazione, la specializzazione nel rischio idrogeologico e la logistica da campo ci rendono operatori pronti a intervenire in scenari complessi con standard professionali».
Questa evoluzione è scritta nei volti di chi ha vissuto ogni fase. L’unico volontario ancora in attività e presente trent’anni fa durante le prime uscite del gruppo è Girolamo Cutrona: memoria storica e pilastro del Gruppo. Christian Ronco, ex coordinatore, in servizio dal 2001, l’anno del terribile tornado che cambiò la percezione del rischio a Concorezzo. Infine Gianluca Grassi: attuale coordinatore, entrato nel 2012, che oggi guida il passaggio verso una Protezione Civile sempre più tecnologica e giovane (con l’ingresso recente di due sedicenni).
Una storia di emergenze e di umanità
Dalla delibera n. 86 del 31 ottobre 1996 a oggi, il cammino è stato costellato di sfide. In primis il tornado del 2001, quando il vento colpì duramente Concorezzo, Arcore e Villasanta, il Gruppo comprese l’importanza di una struttura operativa locale. La chiave di svolta fu il sisma in Abruzzo (2009). «La prima grande emergenza nazionale, che ha segnato profondamente i volontari dal punto di vista umano e formativo», ha sottolineato Ronco. E poi impossibile dimenticare la pandemia Covid-19 (2019-2021): gli anni più duri, tra consegna di farmaci, mascherine e gestione degli hub vaccinali, dove la Protezione Civile è diventata il punto di riferimento insostituibile per ogni cittadino isolato.
«Senza scordare l’impegno nelle Marche, in Emilia, il supporto per l’emergenza Ucraina e l’innovativo Campo Augustus, che ogni anno educa i ragazzi delle scuole ai valori della prevenzione», ha continuato Grassi.

Segnate la data: la festa in Villa Zoja
Per festeggiare degnamente questo anniversario, la Protezione Civile invita tutta la cittadinanza a una tre giorni di festa il prossimo 5, 6 e 7 giugno presso Villa Zoja. Sarà l’occasione per vedere da vicino i mezzi, conoscere i volontari e ringraziare chi, da 30 anni, dedica il proprio tempo affinché nessuno venga lasciato solo nel momento del bisogno. Trent’anni di storia, un futuro ancora tutto da scrivere.