Attualità
Al Pronto Soccorso di Monza

Anziana fugge dall’ospedale in stato confusionale e viene ritrovata ferita per strada 

La rabbia del figlio: "Mia madre poteva morire"

Anziana fugge dall’ospedale in stato confusionale e viene ritrovata ferita per strada 
Attualità Monza, 18 Ottobre 2022 ore 14:14

È stata ritrovata per strada del cuore della notte, sola e ferita, accasciata su un’aiuola nei pressi dell’Ospedale San Gerardo di Monza.

Anziana fugge dall’ospedale

La stessa struttura dove l’ 82eenne di origini londinesi, era stata portata d’urgenza accompagnata dal figlio, che quella sera aveva chiamato l’ambulanza per le condizioni in cui versava la madre: uno stato confusionale dovuto agli oppiacei assunti per via degli atroci dolori articolari. Sono le 23 del 7 ottobre.

Era in stato confusionale

Nessuno si sarebbe immaginato che poche ore dopo sarebbe accaduto quanto stiamo per raccontarvi. Perché è proprio da quell’ospedale che l’anziana è riuscita ad uscire indisturbata, superando il triage del pronto soccorso, affrontando una rampa e trascinandosi fino alla Farmacia Comunale 10 di via Ramazzotti. Lì, stremata, è caduta su una macchia d’erba, riportando una ferita all’arcata sopraccigliare.

E' stata ritrovata ferita per strada

A soccorrerla, una volante della polizia, che con grande prontezza è stata in grado di scorgere la signora avvolta dal buio, in preda al dolore, alla paura e alla disperazione.

"Stavo cercando mio figlio", ha raccontato una volta interrogata dagli agenti. Il figlio che quella stessa notte non ha avuto il permesso di rimanere con sua madre per assisterla perché sprovvisto di Green Pass.

L'accesso negato al figlio

"Mia mamma è arrivata al pronto soccorso in stato confusionale, incapace di stare in piedi per via dei forti dolori reumatici. Non avendo la certificazione verde, al triage mi hanno negato l’accesso, nonostante avessi fatto notare che sarebbe stato opportuno per tutti che io fossi rimasto con lei per via delle sue condizioni. Non c’è stato niente da fare. Sono rimasto nell’area d’attesa, a mio parere molto scomoda e poco attrezzata per trascorrervi la notte. Alla fine ho deciso di tornare a casa, abitando a pochi minuti dall’ospedale, anche perchè l’operatore in turno mi aveva ribadito che prima di tre ore non avrei saputo niente. Per precauzione avevo lasciato al triage il mio numero, chiedendo di tenermi aggiornato sulle condizioni di mia madre", ha dichiarato il 51enne, che non potendo far altro, rincasa, con la preoccupazione di aver lasciato la mamma sola in una corsia d’ospedale.

"Sua madre è fuggita dall’ospedale"

Passano le ore. Dopo una prima chiamata alle 2 da parte del medico che richiede posologia e farmaci assunti dall’82enne, il figlio ne riceve una seconda. Sono le 03.40 di notte. Il monzese risponde con un nodo alla gola, non potendosi immaginare quanto avrebbe sentito dall’altra parte del telefono: "Sua madre è fuggita dall’ospedale, non la troviamo più". Si precipita al pronto soccorso, ma al suo arrivo trova una situazione che lo lascia sbigottito.

"Mi hanno lasciato solo"

"Sono subito andato a cercare gli infermieri per chiedere spiegazioni, ma erano tutti scomparsi. Quando li ho raggiunti, li ho visti in uno stato di allegria generale, scherzando e ridendo, come se nulla fosse successo. Era una situazione allarmante, ma da parte loro ho percepito solo non curanza. Invece di confortarmi in un momento terribile, mi hanno lasciato solo - ha raccontato - L’unica ad assistermi è stata una dottoressa presente in reparto, che sul referto ha riportato quanto accaduto. Sono intenzionato a procedere per vie legali, affinché questa cosa non si ripeta. Il personale si è limitato a seguire la legge, ma sostengo fermamente che se non mi avessero fermato per via dell’assenza di Green Pass e anzi, se mi avessero fatto fare un tampone prima di entrare, non sarebbe accaduto nulla di tutto ciò".

"Come è stato possibile?"

Il tempo scorre. Si inizia a pensare al peggio. Solo alle 4 della mattina quando l’anziana viene ritrovata a 700 metri dal pronto soccorso dov’era stata lasciata, riversa per terra e con la faccia insanguinata. "Quando ho visto mia mamma rientrare in ospedale in quelle condizioni mi sono raggelato. Il sospiro di sollievo nel vederla viva ha lasciato subito posto a un sentimento di grande rabbia e delusione. Com’è possibile che una donna in sedia a rotelle, in una condizione di decadimento cognitivo, vasculopatia, demenza e con un’acuta artrite reumatoide sia stata capace di uscire inosservata dalla struttura? Dov’era il personale?- ha dichiarato il figlio - Da quel momento sono stato sempre accanto a mia madre, fino alle 7.30, quando è stata dimessa con due punti di sutura. È stata molto fortunata. Ciononostante, non dimenticherò mai le parole del medico: “Poteva fare una brutta fine”. Sono molto grato agli agenti che l’hanno trovata. Se non ci fossero stati loro non so cosa sarebbe successo a mia mamma".

La replica dell’Asst Monza

Non si è fatta attendere la replica dell’Asst Monza sulla questione segnalata: "In linea generale, occorre innanzitutto premettere che come da indicazioni ministeriali, per accedere al Pronto Soccorso di qualsiasi struttura sanitaria, l’accompagnatore è tenuto ad esibire Certificazione Verde (Green Pass). In assenza di tale certificazione, agli accompagnatori che si recano al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Gerardo è comunque consentito sostare in un ambiente contiguo all’area, in attesa di ricevere notizie dei propri cari o delle loro dimissioni".

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