Aveva affisso un cartello per segnalare una perdita d’acqua e informare che il Comune, già avvisato, sarebbe intervenuto a breve. Non è servito. Qualcuno ha dato fuoco alle api di MieleAve, attirate nel Parco della Baruccanetta di Cesano Maderno da un ristagno nella fontanella pubblica. E’ successo nei giorni scorsi.
Appiccano il fuoco e uccidono le api
La presenza dell’acqua stagnante era stata scoperta quando alcuni volontari impegnati nella Giornata ecologica promossa dal Comune avevano notato numerose api nella vaschetta della fontanella. A quel punto l’assessore all’Ambiente, Manuel Tarraso, aveva avvisata l’apicoltrice Alice Sola, 35 anni, che ha una ventina di arnie nei paraggi (“Preferisco non dire dove, per proteggere le api”, premette subito lei quando accetta di parlare dell’accaduto).
Un brutto colpo per l’apicoltrice

L’indomani la donna ha contattato il Comune per segnalare il problema e richiedere un intervento di manutenzione. La segnalazione ai manutentori è scattata subito. La 35enne ha quindi posizionato un cartello per avvisare i frequentatori dell’area verde che collega Molinello a Baruccana di Seveso e invitarli a mantenere le distanze dalla fontanella. Poche ore dopo sono arrivati anche gli operai per avviare i lavori. La strage è avvenuta durante la pausa pranzo.
“Mio marito è passato dal parco intorno a mezzogiorno e ha visto gli operai che transennavano la zona. Le api erano lì. Alle 13 sono passata da lì io e ho visto le api morte nella vasca. L’erba attorno alla fontanella era bruciata e si sentiva odore di benzina”, spiega Alice Sola. Un brutto colpo per la cesanese.
“È stato davvero un gesto assurdo, pericoloso e crudele nei confronti di animali protetti dalla legge. Posso capire la paura di chi non è abituato a vedere api in città e non sa che non sono pericolose se non disturbate, ma ucciderle è stata una brutalità. Evidentemente per qualcuno la benzina è più ecologica e meno pericolosa delle api”.
Api, una passione di famiglia
Le api fanno parte della storia della famiglia di Alice Sola. Tutto è iniziato con il nonno, Armando Ave, classe 1939, apicoltore per passione, che più di vent’anni fa portò le prime arnie in un terreno di sua proprietà in via Adamello. Un terreno che gli è stato espropriato per la costruzione dell’autostrada Pedemontana. “È stato un duro colpo per lui e due anni fa, alla mia seconda gravidanza, ho deciso di lasciare il mio lavoro di aiuto contabile a Lugano e proseguire l’attività. Mi sono attivata per cercare un altro terreno, non è stato facile, ma alla fine l’ho trovato”. Alice e nonno Armando hanno condiviso tra le arnie momenti importanti e indelebili. “Nonno mi aiuta ancora tanto ma senza mio papà Daniele non avrei potuto fare nulla, soprattutto il trasferimento delle arnie e il posizionamento degli alveari: è il mio sostegno”, spiega l’apicoltrice. “In via Adamello c’era sempre il nonno e non abbiamo mai avuto problemi con il vicinato. Ora, dopo quello che è successo al parco, temiamo che qualcuno possa fare del male alle nostre api. Al nonno non abbiamo detto nulla di quello che è successo: lo avremmo fatto soffrire inutilmente”.
L’attività di sensibilizzazione
Nonostante l’accaduto l’apiario e l’attività non sono stati compromessi. “Andiamo avanti”, assicura Alice Sola, che tra gli obiettivi ha quello della sensibilizzazione: “L’anno scorso ho iniziato a fare corsi nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie della zona per fare conoscere le api ai bambini. C’è bisogno di educazione: tanti piccolini sono terrorizzati dalle api ed è un peccato perché non c’è davvero motivo di temerle”.