Monza

Appiani, 90 anni in musica

La Fondazione ripercorre i momenti storici in occasione dell’importante anniversario.

Appiani, 90 anni in musica
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Novant’anni di grande musica. Sono quelli festeggiati dalla Fondazione Musicale Vicenzo Appiani, la storica scuola monzese fondata il primo novembre 1932 dal pianista milanese Angelo Berti e dal primo violoncello della Scala, Riccardo Malipiero. Fiore all’occhiello della cultura musicale del territorio, oggi l’istituto è pronto ad aprire una nuova stagione, forte della sua storia senza tempo.

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Appiani, 90 anni in musica

Nata nel 1932 come Liceo Musicale “sotto gli auspici del Comune”- così cita il manifesto di fondazione- e intitolata l’anno dopo all’illustre pianista e compositore monzese Vincenzo Appiani, già all’epoca l’istituzione musicale offriva una grande varietà di corsi individuali e collettivi. «Gli insegnamenti sono affidati a professori diplomati e di indiscusso valore artistico», si legge sempre nel manifesto; una costante che, anche dopo tutti questi anni, non è mai cambiata.

Nel 1979 il «Liceo Appiani» divenne «Associazione Culturale» e dal 25 giugno 2015 «Fondazione Musicale Vincenzo Appiani», ottenendo il riconoscimento dalla Regione Lombardia. Dal 1936 agli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, la sede della scuola fu la Casa degli Umiliati in via Teodolinda, ora Musei Civici di Monza, dove ritornò dal 1972 al 1996. Dal 1997 la celebre scuola di musica si è stabilita in via Monte Amiata. Oggi vanta di numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Milly Tocci Paleari (2004), il premio Pratum Magnum (2007) e il premio Corona Ferrea (2013).

Un punto di riferimento per i giovani musicisti brianzoli

Durante questi novant’anni di storia, la Fondazione Musicale Vicenzo Appiani si è caratterizzata per un’esperienza e una tradizione di inestimabile valore, con la volontà di mantenere il suo spirito sempre “giovane”, perché creato e voluto per i giovani. Infatti, la scuola ha sempre avuto come obiettivo primario quello di favorire e divulgare, specie fra le nuove generazioni, l’educazione alla pratica e alla comprensione della musica.

Non a caso rappresenta un punto di riferimento sicuro per tanti musicisti brianzoli in erba, raccogliendo in media 250 iscritti all’anno. Il percorso accademico interno, con gli esami di livello dei corsi pre-accademici e accademici, inoltre, consente di accedere agli esami di certificazione e di accesso al triennio e al biennio accademico dei Conservatori di Stato (recente la collaborazione con il conservatorio di Gallarate).

Tra gli alunni più illustri della scuola ci sono anche grandi talenti del panorama musicale italiano, come Luciano Marconcini, tromba dell'orchestra «I Pomeriggi Musicali di Milano», Maurizio Simeoli, primo ottavino della Scala, Renato Cazzaniga, tenore della Scala e l’eclettico cantautore Morgan.

I progetti futuri

La carta vincente della Fondazione Appiani, oltre alla sua lunga storia musicale costellata da un crescendo di grandi successi è stata sicuramente la sua capacità di rimanere al passo con i tempi, pur preservando la sua antica tradizione. Una pietra miliare della cultura musicale monzese, che negli anni ha puntato sempre più in alto, anche grazie al grande contributo apportato dal direttore e presidente della Fondazione Erminio Della Bassa nei suoi 21 anni di attività. Dai concerti alla Saletta Reale a quelli di fine anno al Binario 7 e al Villoresi; dalla partecipazione al Piano City Milano alle Stagioni Musicali Monzesi; dai Muses ai gemellaggi con i conservatori di Praga, Nizza e Vienna. «In questi anni abbiamo portato tante novità, ma vorremmo fare molto di più. Uno dei progetti che andrà in porto a breve sarà quello di entrare direttamente nelle scuole a diffondere la cultura strumentale- ha spiegato il direttore- Siamo in attesa di poter cambiare la sede e trasferirci nelle nuove costruzioni che sorgeranno nell’area dell’ex Feltrificio Scotti, con l’obiettivo di poter gestire i nostri locali in piena autonomia. Ad oggi stiamo lavorando per perfezionare tutta l’offerta formativa, aggiornare i corsi e renderli più innovativi. Ma ci servono spazi più adeguati per poter fare tutto questo. Nell’attuale sede abbiamo circa 10 aule, ma sono poche per le attività che abbiamo in programma. Siamo alla ricerca di sponsor che possano sostenere con dei finanziamenti l’attività didattica e permetterci di realizzare il nostro sogno».

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