La ricchezza di una storia che deve continuare a dare frutti nella Fede. E’ l’invito rivolto alla comunità del quartiere Lazzaretto di Seregno durante la visita dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, per celebrare il 60esimo anniversario della dedicazione della chiesa.
L’Arcivescovo Delpini in visita al Lazzaretto
L’Arcivescovo Delpini, nel pomeriggio di sabato, in piazzetta Lazzaretto ha scoperto la targa collocata dove sorgeva l’antico oratorio di San Gregorio Magno, costruito nel luogo in cui nel passato vivevano i malati di peste. Un luogo della storia che “sia testimonianza di unità e di impegno per le generazioni future, con propositi di bene per il presente”, le parole di Delpini nella benedizione. Erano presenti il sindaco Alberto Rossi con la Giunta, alcuni consiglieri, il vicario parrocchiale, don Michele Somaschini e il comitato di quartiere Lazzaretto, promotore dell’iniziativa.
GUARDA LA GALLERY (8 foto)
“L’umanità è una vocazione a diventare fratelli”
Nella Messa l’Arcivescovo ha ricordato il lazzaretto come “un luogo di sofferenza e di desolazione, Ma qui, come in tutti i lazzaretti del tempo della peste, ci sono persone che non hanno creduto che gli altri fossero una minaccia, un pericolo, ma piuttosto hanno risposto al Signore, che li ha chiamati a fare della vita un dono, un servizio fino al sacrificio, imitando Gesù. L’umanità è una vocazione a diventare fratelli”.
L’invito a compiere “grandi passi per annunciare il Vangelo”
L’ultima visita di un Arcivescovo al Lazzaretto, la parrocchia più piccola della città, risaliva al 1992 all’epoca di Carlo Maria Martini. Delpini, rivolto ai fedeli, ha rivolto una preghiera perché “possiate compiere grandi passi e tanti segni per annunciare con passione il Vangelo dove c’è bisogno. E avete dimostrato di farlo bene a Seregno”.