Arengario, siamo alla stretta finale per la scelta
Dopo la fase di ascolto, l'Amministrazione è al momento della scelta tra i due progetti presentati dallo Studio Stefano Boeri Architetti per l’Arengario di Monza
A due mesi di distanza dall’assemblea pubblica dedicata alla illustrazione delle due ipotesi progettuali in grado di restituire piena accessibilità all’Arengario di Monza, l’Amministrazione comunale sta chiudendo in questi giorni la fase di ascolto delle voci che, a vario titolo, hanno offerto spunti di riflessione e contributi di idee.
Il confronto
Nelle ultime settimane il sindaco Paolo Pilotto ha esaminato note, svolto incontri e colloqui, incontrato associazioni, mentre qualcuno ha voluto comporre addirittura una preghiera perché la decisione sul destino dello storico monumento fosse la più adatta per Monza. Tra gli ultimi incontri, venerdì scorso è stata accolta in Municipio una delegazione in rappresentanza delle 17 associazioni culturali della città e sabato una rappresentanza del mondo del commercio.
“Entrambe le soluzioni proposte dallo studio Stefano Boeri Architetti sono meritevoli di attenzione, perché prevedono la messa a norma degli accessi al piano nobile e la restituzione del monumento a tutti – ha detto il sindaco – Facendo attenzione anche alle tante interlocuzioni avute, opteremo per il progetto che risulta avere l’impatto più leggero agli occhi dei cittadini. E’ importante che gli spazi attigui e sottostanti restino fruibili e a disposizione della comunità”.
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L’ascensore
La proposta prevede l’inserimento di un ascensore all’interno della campata immediatamente adiacente a quella occupata dalla scala elicoidale del 1902. Questa ipotesi presenta un impatto contenuto, concentrando i servizi di salita e discesa in un’unica area, già coinvolta dagli interventi novecenteschi.
Entrambe le ipotesi presentate dallo Studio sono state l’esito di un percorso di confronto approfondito con i rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e con il Comando dei Vigili del Fuoco e includono la demolizione dell’attuale scala esterna, costruita negli anni Ottanta, oggi non più idonea. La demolizione della scala consentirà inoltre una più ampia fruizione del portico dell’Arengario.