Intervista

Ats dimezza gli «ospiti», chiude l’asilo per cani: titolare e collaboratori perdono il lavoro

«Elys Dog» ha abbassato la serranda dopo tredici anni di attività. La proprietaria: «Le regole che vengono applicate mettono davvero al centro il benessere del cane?»

Ats dimezza gli «ospiti», chiude l’asilo per cani: titolare e collaboratori perdono il lavoro

«L’asilo Elys Dog chiude. Dopo 13 anni ho dovuto chiudere il mio asilo per cani». A dare la comunicazione è Elisa Buoncristiani, titolare dell’attività che si affaccia su piazza Cossetto e via Casati, a Muggiò, e istruttore cinofilo. Alla base di questa decisione sofferta c’è la recente ispezione Ats del 19 giugno che ha verbalizzato la non conformità delle metrature degli ambienti, imponendo la riduzione dei cani accolti da 15 a 6. L’asilo era diventato negli anni un punto di riferimento per 70 famiglie che affidavano gli amici pelosi alle cure e attenzioni di uno staff qualificato con 7 collaboratori «che ora sono senza un lavoro».

«Dopo 13 anni di attività ci siamo trovati in ginocchio»

Ma Elisa non si arrende a questa chiusura e ha raccontato al nostro sito e tramite video l’accaduto che a lei, allo staff e alla clientela suona ingiusto. «Dopo 13 anni di attività ci siamo trovati in ginocchio. E’ stato un duro colpo per tutti noi perchè negli anni abbiamo avuto diversi controlli dell’Ats e siamo sempre risultati conformi. Abbiamo superato crisi economiche, una pandemia. Abbiamo sempre lavorato con professionalità e dedizione e il nostro asilo è sempre risultato conforme alle ispezioni» ha spiegato. La clientela sgomenta ha espresso solidarietà sulle pagine social.
Sulla parete dell’asilo spicca il motto che ha accompagnato l’attività nei 13 anni. «Forse per il mondo sei solo un cane ma per qualche persona sei tutto il mondo». Proprio per la dedizione e passione al suo lavoro e l’amore per gli animali, Elisa ha deciso di non arrendersi e di evidenziare quella parte di normativa che per lei non è scritta bene, ovvero quella dedicata agli spazi di «socializzazione» dei cani, contestata nell’ispezione.

Elisa non si arrende

ElysDog è stato un asilo pioniere nel suo campo, in quanto all’apertura nel 2013 non c’era ancora una legislazione dedicata. «Io avevo tutte le autorizzazioni necessarie per operare, poi nel 2017 è arrivata la normativa regionale specifica per asili per cani ed è importante perchè tutela i cani, i clienti e evidenzia chi lavora seriamente e chi non in modo adeguato o meglio improvvisato. Alcune parti di quella normativa riguardo agli spazi di socializzazione mi hanno lasciato perplessa» ha spiegato.
L’asilo, secondo la documentazione, ha una capacità per ospitare 15 cani che la recente ispezione Ats ha ridotto a 6, perchè 2 dei 3 locali hanno misure inferiori ai 5 metri quadrati per cane e non inferiori a 25 metri quadrati come disposto dal Regolamento di Regione Lombardia, quindi è scattata la diffida immediata all’operatore di «utilizzare tali locali come aree per la “socializzazione”». «Secondo una certa interpretazione della normativa la struttura non poteva più ospitare 15 cani ma soltanto 6. In questo modo non saremmo riusciti a coprire le spese di gestione.  A quel punto avevo due scelte: affrontare una lunga battaglia amministrativa oppure fermarmi. Ho scelto di fermarmi – ha esordito – Le regole che vengono applicate mettono davvero al centro il benessere del cane?». Elisa Buoncristiani è proprio sul significato della «socializzazione» che ha aperto la sua battaglia. «Ma davvero la socializzazione per cani deve avvenire in una stanza? –  ha tuonato –  La socializzazione avviene all’aperto. Io ho sempre portato i cani a giocare e sgambare nelle aree per cani comunali, perchè questo favorisce l’interazione tra simili, avevamo anche le uscite in piscina, aiutando molti cani con disturbi comportamentali».