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Sciopero

Azienda delocalizza, ne fanno le spese i lavoratori brianzoli

Oggi, lunedì, la mobilitazione alla Adac di Monza in via Borgazzi

Azienda delocalizza, ne fanno le spese i lavoratori brianzoli
Attualità Monza, 07 Giugno 2021 ore 15:43

Ogni anno vengono premiati per la loro efficienza nel risolvere piccole e grandi problematiche in cui incorrono i turisti tedeschi che seguono con professionalità e attenzione.
Oltre al danno per i lavoratori della «Adac» di via Borgazzi è quindi arrivata la beffa quando hanno scoperto che l’azienda tedesca per cui lavorano avrebbe «sacrificato» almeno una ventina di posti di lavoro in Italia, nella sede monzese, per spostare i servizi all’estero.

 

Delocalizzazione: da Monza all'estero

Insomma, l’ennesima delocalizzazione a favore del risparmio, di cui i lavoratori monzesi finiscono per farne le spese. Per lo più di tratta si donne sui 40 anni (con famiglie a carico) quelle su cui si abbatteranno le ripercussioni di questa decisione. Ma il rischio - come ha spiegato Matteo Moretti, sindacalista della Filcams Cgil che li segue - è che a questi lavoratori in futuro se ne possano aggiungere altri. E che questo sia solo il primo passo per chiudere quella di via Borgazzi 25-27 che è l’unica filiale italiana dell’Adac tedesca, una società che associa gli automobilisti in Germania e garantisce loro servizi e assistenza nei viaggi all’estero attraverso il supporto delle filiali europee.
La ditta esiste a Monza dal 1975 e oggi impiega 66 lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato, alcuni di loro con un contratto part-time verticale stagionale legato alla maggior affluenza dei turisti tedeschi nella nostra penisola in alcuni momenti dell’anno.

Oggi il presidio

Oggi, lunedì 7 giugno 2021, davanti ai cancelli i lavoratori hanno organizzato un momento di agitazione, con quattro ore di sciopero e un presidio davanti all’azienda. «Quello che si chiede sostanzialmente è di cambiare un piano sbagliato. di non delocalizzare e licenziare - spiega Moretti che era a fianco dei lavoratori che hanno fatto sentire la loro voce con bandiere, cori e volantini - In questi anni la filiale italiana è cresciuta in numero di occupati e il livello del servizio attraverso le competenze e le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori è stato molto apprezzato dalla casa madre tedesca e dal riscontro degli associati».
Il problema principale, anche qui, è stato la pandemia. Gli anni 2020 e 2021, infatti, sono stati caratterizzati da una flessione molto importante del flusso turistico che ha in alcuni periodi azzerato le partenze così da portare agli ammortizzatori sociali.

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