La convinzione è una, soprattutto tra i giovani e giovanissimi: sui social guadagnare facilmente e in fretta è possibile. Su Instagram, TikTok e pure su OnlyFans. Quest’ultima piattaforma nata in Inghilterra nel 2016 per ospitare performance di qualunque genere ma in breve tempo diventata la «casa» del nudo e delle esibizioni erotiche sia di professionisti che di ragazzi e ragazze della «porta accanto». E’ un falso mito, se così può essere definito.
Chiunque, a patto di essere maggiorenne, può regalare contenuti o venderli sulla piattaforma, attraverso abbonamenti che vanno dai 4,99 ai 49,99 dollari. Il 20 per cento dei guadagni viene trattenuto da OnlyFans. Per questo il «95 per cento dei creator guadagna mediamente 200 euro al mese», ha spiegato Debora Striani, promotrice della campagna «Stop tassa etica».
La testimonianza della onlyfancer caratese
Cifre confermate sul «campo» da Caterina Camesasca. Caratese, 34 anni, nome d’arte Brisen, lunghi capelli neri e corpo ricoperto di tatuaggi, è una spogliarellista, attrice e regista di film porno, camgirl e onlyfanser. In sintesi, una «sex worker a 360 gradi», come si è presentata settimana scorsa a Monza in occasione della serata di presentazione della legge di iniziativa popolare mirata all’abolizione della cosiddetta «tassa etica», addizionale del 25 per cento su Irpef e Ires che si applicata ai redditi derivanti dalla creazione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico, che incita alla violenza o volto a sollecitare la credulità popolare nell’ambito di trasmissioni o servizi a pagamento.
L’abbonamento per accedere ai suoi contenuti su OnlyFans costa 15 dollari al mese, la metà circa entra poi effettivamente nelle sue tasche.
«Si lavora tanto su cifre piccole – ha chiarito – Guadagnare cifre importanti richiede una presenza online continua: diverse ore al giorno, praticamente ogni giorno. Ho conosciuto persone che ci hanno perso la salute…».
Perché gli abbonati vanno accontentati; abbonati che arrivano alla onlyfancer dai social, da Instagram in primis. Da qui il doppio canale su cui lavorare. Non c’è bisogno della calcolatrice per capire quanto la «tassa etica» possa facilmente azzerare entrate già ridotte.
La batosta del Fisco
«Ho iniziato a lavorare nel 2015: allora un po’ per ignoranza perché la normativa era poco chiara, un po’ nel tentativo di non pagare, ho evaso. Come tanti altri ma io ci metto la faccia…», ha raccontato Brisen. A novembre la Guardia di Finanza ha bussato alla sua porta. Non un controllo inaspettato perchè «OnlyFans ha fornito allo Stato l’elenco di tutti i suoi creator».
«Ho preso un bel “multone” e me lo meritavo», ha ammesso.
C’è un però. «I finanzieri hanno deciso di applicare l’addizionale del 25 per cento (la “tassa etica” quindi) a ogni mia entrata, pure a un contratto di sponsorizzazione di una maglietta». Che di «hot» ha ben poco.
«Ora sono davanti a un bivio – ha concluso la caratese – O cambio Stato, oppure chiudo tutta l’attività e cambio lavoro. Ma dopo dieci anni che faccio la p… su internet sono certa che tutti saranno pronti ad assumermi…».