Botta e risposta

Brugherio nega il patrocinio al Pride: è scontro tra Comune e organizzatori

La Giunta Assi rivendica la scelta: «Non condividiamo la piattaforma politica». "Brianza oltre l’arcobaleno" aveva accusato l’Amministrazione di non prendere posizione su diritti e discriminazioni

Brugherio nega il patrocinio al Pride: è scontro tra Comune e organizzatori

È scontro a Brugherio sul patrocinio al Brianza Pride. Il Comune ha deciso di non concedere il riconoscimento istituzionale alla manifestazione Lgbtqia+ e, dopo le critiche degli organizzatori, il sindaco Roberto Assi ha deciso di replicare punto per punto alle accuse. A ricostruire il botta e risposta è stata PrimaLaMartesana, che ha raccolto le motivazioni dell’Amministrazione e la successiva presa di posizione del primo cittadino.

Il “no” al patrocinio

La vicenda è iniziata nei giorni scorsi, quando la Giunta di Brugherio ha deliberato di non concedere il patrocinio al Pride. Una decisione che non impedisce in alcun modo lo svolgimento della manifestazione, ma che significa che il Comune non assocerà il proprio nome e il proprio logo all’iniziativa.

La motivazione fornita dall’Amministrazione è legata alla natura del documento presentato dagli organizzatori, definito dallo stesso sodalizio “Manifesto politico e programmatico”. Secondo la Giunta, accanto a temi di carattere sociale e civile condivisibili, il manifesto contiene anche precise posizioni su questioni politiche, legislative e amministrative sulle quali non esiste una posizione unanime.

Il confronto sul manifesto

Tra gli argomenti citati dal sindaco Assi ci sono la richiesta di modificare la normativa sulla gestazione per altri, la proposta di introdurre la cosiddetta «gestazione solidale ed etica», l’utilizzo della triptorelina nei percorsi di transizione degli adolescenti e la contrarietà alla Pedemontana, con l’invito ai Comuni ad aderire ai ricorsi contro l’opera.

Secondo il primo cittadino, si tratta di posizioni legittime, che gli organizzatori hanno tutto il diritto di sostenere, ma che non possono essere automaticamente trasformate in una posizione istituzionale del Comune. «Il patrocinio non si concede a singoli capoversi scegliendo quelli sui quali siamo tutti d’accordo – ha sottolineato Assi -. Riguarda un’iniziativa nel suo complesso e rappresenta una forma di riconoscimento e di adesione istituzionale».

La replica agli organizzatori

A far scattare la nuova presa di posizione del sindaco era stato il duro comunicato diffuso da “Brianza oltre l’arcobaleno” il 25 agosto. L’associazione aveva criticato la scelta del Comune, collegandola anche a temi come la tutela dell’infanzia, la lotta alle discriminazioni e la memoria della Shoah.

Assi ha respinto con decisione questa lettura, sottolineando che «il Comune di Brugherio non è neutrale» su questi temi e ricordando le iniziative e le politiche già portate avanti dall’Amministrazione. «Non abbiamo bisogno di aderire a un manifesto politico per affermare principi che appartengono già al patrimonio civile e istituzionale della nostra città», ha spiegato il sindaco.

Il primo cittadino ha inoltre contestato quello che considera un uso strumentale del diniego al patrocinio. «Il dissenso su una proposta politica non può essere trasformato in disinteresse verso i diritti fondamentali», ha affermato.

Il Pride si farà

Un punto, però, è stato ribadito con chiarezza dal Comune: il mancato patrocinio non mette in discussione il Brianza Pride. La manifestazione potrà svolgersi regolarmente, nel rispetto delle autorizzazioni previste, delle disposizioni delle autorità di sicurezza e delle norme sull’ordine pubblico.

«Nessuno limita la libertà di manifestare o di sostenere le proprie idee – ha concluso Assi -. Il Comune ha però scelto di non associare il proprio patrocinio istituzionale a una piattaforma politica sulla quale esistono opinioni differenti».