Slitta di almeno tre mesi la fine degli interventi di riqualificazione alla Casa di Comunità di Giussano, ma saranno potenziati due servizi.
Si allungano i tempi della riqualificazione
Ritardi nei lavori di riqualificazione che sono in corso alla Casa di Comunità. Lo ha annunciato il sindaco Marco Citterio, durante il Consiglio di mercoledì scorso: rispetto alla previsione di fine intervento, inizialmente fissata a marzo, i tempi si allungano di altri tre mesi. Bisognerà infatti aspettare almeno fino a giugno per la chiusura del cantiere. Dall’inizio del 2025 sono in corso interventi di riqualificazione nell’ex presidio ospedaliero: attraverso finanziamenti Pnrr verrà eseguita una completa ristrutturazione del monoblocco principale, dal piano terra fino al terzo piano, compresa la manutenzione generale della struttura in termini di impianti, razionalizzazione degli spazi, normative sulla sicurezza e fruibilità dei piani.
Due servizi saranno potenziati
«Il cronoprogramma prevede ora il termine dei lavori a giugno – ha spiegato in Aula il primo cittadino – a fronte di questi ritardi però sono stati potenziati due servizi, quello dell’infermiere di comunità che ha prolungato la presenza a sette giorni su sette. Si allunga anche l’apertura degli ambulatori di medicina temporanea, che saranno ora ampliati dalle 8 alle 24».
Un potenziamento che cerca di andare sempre più incontro alle esigenze dei cittadini, soprattutto di quelli che sono senza un medico di base.
Situazione medici di base
Durante il suo intervento, il sindaco ha infatti anche dato dei dati sulla situazione dei medici di medicina generale.
«In 10 anni in Lombardia c’è stato un calo di 1258 medici di base; la situazione di reclutamento è molto complicata, sia a livello regionale sia nazionale. Secondo i dati forniti dalla nostra Asst tra il 2022 e il 2025 ci sono state 167 cessazioni e 153 nuovi inserimenti. Mancano dunque 14 medici. Nello specifico, a Giussano, ci sono 1832 cittadini che sono assistiti negli ambulatori di medicina temporanea, in pratica manca almeno un medico. Il quadro è molto delicato, c’è bassa partecipazione ai bandi di medicina generale e va capito come rendere più appetibile la professione».