Infiltrazioni e muffa nelle parti comuni e, soprattutto, negli appartamenti dove vivono famiglie con bimbi in tenera età.
Anche topi
Intere scale senza impianto di riscaldamento da mesi, topi che scorrazzano liberamente, quel che resta dei balconi degli appartamenti al piano terreno, chiusi e murati tempo fa, ridotti ormai a depositi e discariche. Nessuna manutenzione al tetto, nessuna pulizia di grondaie e canali di scolo, impianti elettrici a rischio incendio (recentemente sono intervenuti anche i Vigili del fuoco), finestre e tapparelle che cadono a pezzi. L’asfalto del parcheggio interno, mai rifatto, ridotto ad un colabrodo con tanto di tondini di ferro, della gettata di 60 anni fa, che spuntano dal terreno danneggiando gli pneumatici delle auto. Buche che hanno provocato già le cadute, anche rovinose (c’è chi è finito in ospedale) di alcune persone. Infine, una generale condizione di fatiscenza e abbandono già ben visibile ad un semplice sguardo alle facciate.
Il degrado nelle case Aler di Agrate
Questa le condizioni di estremo degrado delle case Aler di via San Francesco, ad Agrate Brianza. Un edificio costruito più di mezzo secolo fa e che ora mostra tutti i segni del tempo e soprattutto, la cronica mancanza di manutenzione. Una condizione che ha portato le decine di famiglie residenti ad una condizione di esasperazione, che riesplode ciclicamente. E così è stato anche la scorsa settimana quando alcuni abitanti di sono appellati al nostro giornale nella speranza che qualcuno dal fronte di Aler prenda in seria considerazione un pesante ma quanto mai indispensabile intervento di riqualificazione complessiva. E c’è chi auspica addirittura la demolizione e la costruzione di un nuovo edificio considerando quello attuale ormai irrecuperabile.
“Superati i limiti della sopportazione”
“Ormai abbiamo superato i limiti della sopportazione e della pazienza”, raccontano alcuni residenti che ci accompagnano in un tour del complesso. Ci mostrano le tane dei topi («qui scorrazzano liberamente») scavate nelle aiole accanto agli accessi delle varie scale. E ancora, i balconi al piano terreno degli appartamenti che negli anni sono stati chiusi e murati.
“Balconi che dovrebbero essere smantellati e che invece sono diventati discariche a cielo aperto”, raccontano ancora.
E poi le condizioni interne. Le scale, recentemente rifatte (dopo un’attesa decennale) sono già in condizioni precarie a causa delle infiltrazioni sui muri.
“Infiltrazioni che sono la diretta conseguenza dell’inesistente manutenzione dei tetti – raccontano ancora – Le grondaie e i canali di scolo sono completamente intasati. Per non parlare di quello che c’è nei sottotetti”.
Pareti ricoperte da muffa in appartamenti in cui vivono bimbi piccoli
E ancor più grave è la situazione in diversi appartamenti. Non solo muri scrostati per le perdite d’acqua, ma anche intere pareti ricoperte di muffa. Emblematico il caso di un appartamento, un bilocale di 35 metri quadrati, in cui vivono una giovane madre con due figli gemelli di nemmeno 3 anni e altri due adulti della famiglia. Le pareti della minuscola camera da letto, dove sono ammassati tre letti, sono nere, coperte da uno strato di muffa, che ha impregnato anche l’aria.
“Con conseguenze sulla salute mia, che sono asmatica, e dei mie figli” – racconta la giovane madre – Da tempo nel nostro appartamento e negli altri della colonna, il riscaldamento non va. Dall’Aler ci hanno detto che dobbiamo pensarci noi a ripararlo. E’ assurdo. Per un certo periodo, esasperata e disperata, ho occupato un altro appartamento vuoto della palazzina, in cui l’impianto di riscaldamento era funzionate. Hanno pensato bene di sgomberarmi, senza però risolvere il problema del mio appartamento”.
“Serve in intervento drastico”
“Dopo ripetute proteste noi abbiamo ottenuto l’installazione di un boiler elettrico per avere almeno l’acqua calda – aggiunge un’altra residente della scala – Peccato però che l’acqua calda finisca quasi subito. Siamo costretti a fare i turni per farci anche una semplice doccia”.
Chi ci accompagna ammette anche che nel palazzo c’è anche chi non si comporta al meglio e non rispetta le regole ma, come noto, degrado chiama degrado.
“Serve un intervento drastico di sistemazione – concludono i residenti – Non ci sono le condizioni minime per vivere qui dentro”.
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