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Il caso

Celebra la Messa in mare, prete indagato per offesa a confessione religiosa

Il cesanese don Mattia Bernasconi: "Sono stato ingenuo, spero possiate accettare la mia sincera richiesta di perdono".

Celebra la Messa in mare, prete indagato per offesa a confessione religiosa
Attualità Seregnese, 27 Luglio 2022 ore 15:58

Ha fatto discutere, sui social e sui mezzi di comunicazione, dove le foto e i video hanno avuto grande eco, la Messa celebrata domenica 24 luglio da don Mattia Bernasconi nelle acque del mare di Capo Colonna, vicino a Cotrone, con un costume da bagno al posto della stola e con un materassino come altare. E mentre la Procura di Crotone ha iscritto il 36enne sacerdote di Cesano Maderno nel registro degli indagati, lui si scusa pubblicamente.

Celebra la Messa in mare, prete indagato

“Spero che possiate comprendere le mie buone intenzioni, macchiate da troppa ingenuità, e accettare la mia sincera richiesta di perdono”. Si conclude così la lettera aperta di scuse che don Mattia Bernasconi ha indirizzato oggi, mercoledì 27 luglio, “all’Arcivescovo Mario, ai carissimi vicari episcopali, ai carissimi confratelli e ai carissimi fratelli e sorelle nella Fede”. Il sacerdote cesanese era all’ultimo giorno di un campo di volontariato sulla legalità in Calabria, nei beni confiscati alla mafia e gestiti da Libera, con i ragazzi dell’oratorio della parrocchia San Luigi Gonzaga di Milano, dove è vicario.

"Ci siamo immersi nella terra che ci ha accolto"

“Avevamo in programma di celebrare la Messa e poi di vivere una giornata di mare prima del rientro a Milano - ha spiegato nella sua lettera aperta - Quando siamo arrivati presso la pineta dove era prevista la celebrazione, nei pressi della spiaggia, non ci è stato possibile entrare per via di una manifestazione organizzata da un’altra associazione. Gli organizzatori del campo ci hanno quindi portati in un’altra spiaggia, dove però non erano presenti zone d’ombra e la sabbia era già rovente”. La comitiva ha cercato altri posti, ma non avendone trovati, il don ha ritenuto “significativo, nel contesto del campo appena vissuto, celebrare in acqua, immersi nella 'terra' che ci ha accolto per lavorare e riflettere nei giorni che avevamo appena trascorsi”. Una famiglia che si trovava nei paraggi ha offerto il suo materassino come altare, la Messa è iniziata e le foto della celebrazione hanno fatto il giro del web.

Il richiamo della Diocesi di Crotone

La Diocesi di Crotone e Santa Severina, avvisata quella di Milano, lunedì 25 luglio ha pubblicato un lungo comunicato sul suo sito internet. Un richiamo al rispetto e alla valorizzazione del linguaggio della celebrazione dei sacramenti: "In alcuni casi particolari, in occasione di ritiri, campi scuola, nei luoghi di vacanza è anche possibile celebrare la Messa fuori dalla chiesa. Bisogna sempre, però, prendere contatti con i responsabili ecclesiali del luogo dove ci si trova, per consigliarsi sul modo più opportuno di realizzare una celebrazione eucaristica di questo genere. Soprattutto è necessario mantenere quel minimo di decoro e di attenzione ai simboli richiesti dalla natura stesse delle celebrazioni liturgiche”. Come a dire: la forma non va trascurata, pur essendo evidente che “curare soltanto la forma non assicura l’autenticità di un gesto liturgico”.

L'amarezza del sacerdote: "Sono stato ingenuo"

Don Mattia Bernasconi non nasconde l’amarezza per aver urtato “la Fede di molti”: “Non era assolutamente mia intenzione banalizzare l’Eucarestia né utilizzarla per altri messaggi di qualunque tipo, si trattava semplicemente della Messa a conclusione di una settimana di lavoro con i ragazzi che hanno partecipato al Campo e il contesto del gruppo mi è sembrato sufficientemente preparato per custodire la sacralità del Sacramento anche nella semplicità e nella povertà dei mezzi – ha rimarcato nella sua lettera - Ma i simboli sono forti, è vero, e parlano, a volte anche in maniera diversa da come vorremmo. É stato ingenuo da parte mia non dare loro il giusto peso”.

Indaga la Procura di Crotone

Sempre oggi, mentre don Mattia diffondeva le sue pubbliche scuse, l'Ansa dava notizia che "il procuratore della Repubblica di Crotone Giuseppe Capoccia ha reso noto che il suo ufficio ha iscritto un fascicolo ed avviato indagini per 'offesa a una confessione religiosa' in ordine all'episodio di una presunta celebrazione religiosa svolta nel mare antistante la spiaggia cittadina e le cui immagini sono state diffuse sui mass-media. Accertamenti sono stati delegati alla Digos di Crotone".

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