Chiesa e sagrato gremiti per l’ultimo saluto alla 18enne Emma. Dolore e affetto nei ricordi di amici, compagni di classe e di squadra, famigliari; liberati in volo palloncini bianchi: “Hai portato la luce”
I funerali di Emma in una chiesa gremita

Chiesa Maria Regina e sagrato gremiti di persone, soprattutto giovani, per l’ultimo saluto e Emma Radaelli, volata in Cielo a soli 18 anni lunedì 23 marzo a causa di una tragica malattia. Questo pomeriggio, giovedì 26 marzo, una folla commossa e silenziosa si è radunata nella chiesa del quartiere Valera a Varedo per i funerali della studentessa del liceo Majorana di Desio.
“Com’ è piccola questa chiesa”
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“Com’è piccola questa chiesa per contenere tutti, in questo momento anche il nostro cuore è piccolo e non riesce a contenere questo dolore, le domande sono tante, forse qualcuno è anche un po’ arrabbiato – ha detto don Marco Taglioretti prima di iniziare le esequie celebrate insieme a don Christian Giana – Di fronte a tutto questo quello che ci rimane è non parlare, per questo la liturgia inizia con due piccoli gesti: l’aspersione con l’acqua benedetta e l’incenso”
Sul feretro le maglie da hockey
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Tanti i ragazzi e le ragazze con indosso la maglia da hockey: Emma era una promessa di questo sport ed era tesserata per la società Hc Milano Devils. Nel corso delle ultime stagioni ha fatto parte della squadra femminile “Girls Project Mastini-Devils“, nata dalla collaborazione tra la società milanese e la Varese Ghiaccio, partecipando al campionato IHL-W nel quale si è distinta per impegno e passione. E proprio le maglie da hockey hanno ricoperto il feretro durante la celebrazione dei funerali in chiesa e nel momento di condivisione dei ricordi dei suoi cari, nel vicino oratorio.
L’omelia di don Marco
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In apertura della sua omelia, don Marco ha preso spunto dal passo del Vangelo letto poco prima in cui si parla dei pani e dei pesci dati da un ragazzo a Gesù che li ha moltiplicati:
“Colui che è solo un ragazzo ha dato la sua merenda a Gesù e ha portato la luce a tanta gente. Ed è così che ho pensato a Emma: è solo una ragazza, ha 18 anni, ma ha portato la luce con quegli occhi luminosi, colmi di gioia e voglia di vivere, portando avanti i suoi impegni, con la forza dei suoi sogni. Ha portato la luce alla sua famiglia, tra gli amici, nel suo amato sport, l’hockey, con il suo entusiasmo e la sua tenacia. Ha portato luce anche ai bambini, un giorno avrebbe voluto occuparsi di loro, per questo ha iniziato in oratorio facendo l’animatrice e poi con i campi estivi di stampo sportivo. Nello logica nostra questo sembra un momento incompiuto, una morte a 18 anni così improvvisa, ma quella luce che Emma ha portato ci fa dire che quest’opera incompiuta è un’opera d’arte. La risposta che cerchiamo oggi è nel vento leggero di una promessa che si compie nel tempo ed è una promessa di vita eterna, è il soffio leggero della fede che ci invita a spendere le nostre ore dando amore per gli altri. Forse la risposta è nel soffio leggero degli occhi luminosi di Emma, occhi capaci di guardare avanti con speranza”
I ricordi e il volo di palloncini
In oratorio Emma è stata ricordata da amici, compagni di classe, insegnanti, compagne di squadra, cugini e dall’ex sindaco Sergio Daniel dopo aver ascoltato insieme il brano di Elisa “Una poesia anche per te”. Un dolore profondo e lacerante che accomuna in queste ore tutte le persone che hanno voluto bene ad Emma ma accompagnato dalla promessa che ciascuno conserverà il suo ricordo nel proprio cuore e lo porterà ovunque. Poi tutti gli amici si sono stretti l’un l’altro per formare un grande gruppo e hanno liberato in volo dei palloncini bianchi, volgendo lo sguardo al cielo, dove ora si trova Emma.