Nel cuore pulsante della cultura di Villasanta, il cineteatro Astrolabio lancia un segnale forte contro la guerra e ogni forma di violenza. Per questo motivo, a partire dalla scorsa settimana, nei frigoriferi del bar della sala di via Mameli non si trova più la Coca-Cola. Al suo posto, tuttavia, c’è un’altra bevanda, simile nel gusto e anche nell’estetica della lattina, ma allo stesso tempo profondamente diversa nelle origini e nelle finalità: la Gaza Cola.
Al bar dell’Astrolabio si beve solo Gaza-Cola
Una scelta forte quella assunta dalla cooperativa “Controluce”, che mescola consumo critico, solidarietà e impegno sociale dato che i profitti della bevanda di chiara origine palestinese sosterranno i progetti umanitari nella Striscia. Non si tratta di una semplice sostituzione commerciale, ma di una decisione consapevole (e anche coraggiosa) che affonda le radici nella cronaca più drammatica dei nostri tempi. La scelta, annunciata con un messaggio carico di determinazione, nasce dalla volontà di “prendere posizione”, superando i confini della settima arte per abbracciare una causa che interpella la responsabilità collettiva.
Il progetto a sostegno del popolo palestinese
La Gaza Cola non è una bevanda qualunque. Il progetto è nato nel 2023 per iniziativa di un gruppo di palestinesi legati alla Palestine House di Londra. L’interrogativo che ha dato il via a tutto è di una semplicità disarmante nella sua potenza: “E se ogni sorso aiutasse a ricostruire Gaza?”. Da questa intuizione è nata una bevanda 100% palestinese, il cui obiettivo principale è convogliare i profitti direttamente verso progetti umanitari all’interno della Striscia di Gaza. In un territorio dove mancano i beni fondamentali, dal cibo all’acqua potabile, dall’elettricità ai presidi medici di base, l’iniziativa si propone come un ponte di solidarietà concreta. L’obiettivo non è solo fornire aiuti materiali, ma tentare di restituire una parvenza di futuro e speranza a una popolazione stremata da mesi di conflitto e isolamento.
“Una scelta necessaria”
Da qui la scelta dell’Astrolabio “più che forte, necessaria”, come spiegano i referenti Stefano Maiocchi e Gianluca Brivio:
“Qui non abbiamo paura di prendere posizione. Da qualche settimana ormai, sui banconi del nostro bar non vedete più la Coca Cola ma la Gaza Cola, una bevanda zuccherata che è molto più di una bevanda zuccherata. E’ un progetto nato con uno scopo chiaro: sostenere la popolazione di Gaza in un momento in cui manca letteralmente tutto cibo, acqua, elettricità, medicine, ma soprattutto la speranza di poter ritrovare un futuro. Davanti a governi, multinazionali e potenti che inseguono il profitto senza alcuno sguardo etico, noi crediamo che un’attività come la nostra, uno spazio culturale aperto alla comunità, abbia il dovere di fare la differenza”.
Una sfida all’indifferenza
Una sfida aperta al concetto di indifferenza, insomma. Perché anche un gesto apparentemente piccolo e insignificante, come la scelta di quale bevanda servire ai propri spettatori e avventori, diventa una goccia che non scompare nel mare, ma contribuisce a formare una corrente di cambiamento:
“Sappiamo di non poter cambiare il mondo da soli – aggiungono i promotori dell’iniziativa – Ma insieme possiamo scegliere da che parte stare”
E oggi, per l’Astrolabio, stare dalla parte giusta di questa storia significa offrire un sorso di solidarietà.